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Fast Confsal Taxi - Torino Sigla Sindacale Nazionale del settore TAXI

Finti professionisti, veri abusivi: la doppia faccia di chi pontifica contro i controlliC'è un esercito di "imprenditori...
04/09/2026

Finti professionisti, veri abusivi: la doppia faccia di chi pontifica contro i controlli

C'è un esercito di "imprenditori della lamentela" che non perde occasione per attaccare le forze di polizia, accusandole di persecuzione e vessazione nei confronti della categoria NCC. Poi, però, basta osservare il loro comportamento quotidiano per capire che quei controlli tanto osteggiati sono l'unico baluardo contro la loro arroganza.

Analizziamo i capolavori di questi "paladini della legalità" che, puntualmente, non rispettano le norme che regolamentano il trasporto pubblico non di linea.

La rimessa? Quella è un optional. Il parcheggio pubblico? Il loro garage personale.
Il primo schiaffo alla legge lo danno al termine della giornata lavorativa. Non rientrano mai in rimessa a fine servizio e, specialmente quegli operatori che arrivano da fuori provincia, utilizzano spudoratamente i parcheggi a pagamento come rimessaggio gratuito. Non solo saturano gli stalli destinati ai cittadini e ai turisti, ma commettono un abuso ben più grave: lasciano completamente scoperti i territori per i quali quelle autorizzazioni sono state rilasciate. Rubano il lavoro nella grande città, saturano i parcheggi e abbandonano la provincia, danneggiando in modo diretto e pesante quegli operatori locali onesti che, invece, rispettano la territorialità.

Il "foglio di servizio" invisibile e la corsa da piazza
E come si giustificano quando vengono pizzicati? Gridano al complotto. Peccato che sia proprio questa la loro condotta quotidiana: prendono servizi al momento, senza compilare nessun foglio di servizio, rendendo il servizio completamente non tracciato e illegale. Non è un semplice "errore burocratico": svolgono attività da piazza a tutti gli effetti, stazionando davanti a stazioni, aeroporti e ospedali, e accalappiando il cliente al volo, esattamente come farebbe un taxi. Un comportamento inaccettabile che viola la separazione netta tra taxi e NCC.

La domanda è una sola: ma perché vi lamentate dei controlli?
È una farsa incredibile. Questi finti professionisti hanno il coraggio di attaccare la Polizia Locale e Municipale che, con i controlli, tenta di ripulire il settore, mentre loro commettono quotidianamente i reati che denunciano a parole. Le forze dell'ordine non sono il nemico: sono l'unica barriera contro il far west.

Se gli operatori di fuori provincia rispettassero la loro zona, se rientrassero davvero in rimessa e se compilassero il foglio di servizio, non avrebbero nulla da temere. Invece, urlano allo scandalo solo quando vengono fermati, perché sanno perfettamente di essere i primi a violare la legge. È ora di smetterla di fare i saccenti e di iniziare a fare i professionisti. La legalità non è un optional, e i controlli sono la linfa vitale di un mercato sano. Basta ipocrisia, lo dico specialmente a quei rappresentanti NCC che non perdono occasione per urlare alla persecuzione.

Siate seri: se la vostra ambizione era svolgere l'attività del taxista, avreste dovuto acquisire una licenza. Invece, avete rastrellato autorizzazioni in giro per l'Italia al prezzo delle patate e adesso volete fare i taxisti. Ma il mestiere non si improvvisa, e la legge non si piega ai vostri comodi.

Furbetti del volante beccati a Torino: ma dietro c'è un sistema organizzato. E ora scattano le indagini. 🚨Ancora una not...
20/08/2026

Furbetti del volante beccati a Torino: ma dietro c'è un sistema organizzato. E ora scattano le indagini. 🚨

Ancora una notte, ancora un controllo, e puntualmente spuntano fuori i soliti "furbetti del volante". L'ultimo episodio? Un sedicente tassista sorpreso all'alba fuori da una discoteca tra San Salvario e Nizza Millefonti a Torino. La scena è sempre la stessa: auto privata, nessuna autorizzazione, e un compenso concordato per portare a casa il "cliente".

Il risultato? Patente sospesa, auto confiscata e fermo amministrativo di 60 giorni. E non è il primo: dall'inizio del 2026 sono già 9 i casi di abusivismo totale scoperti dalla polizia locale. Nove episodi in cui mancava TUTTO: i requisiti, la licenza, e il più elementare rispetto delle regole.

Ma c'è un'aggravante che rende la situazione ancora più preoccupante. L'abusivismo non è più un fenomeno sporadico basato sul semplice passaparola. Secondo quanto appreso, dietro questi servizi illeciti esisterebbe una vera e propria centrale operativa che gestisce le richieste dei "clienti" attraverso canali social e gruppi WhatsApp. Un sistema ben oliato dove circolerebbero veri e propri tariffari con prezzi prestabiliti. La gravità e l'organizzazione del sistema hanno spinto le Organizzazioni Sindacali dei tassisti a portare la questione all'attenzione della Guardia di Finanza, e della Polizia, che avrebbe già avviato verifiche approfondite per risalire ai gestori di questi canali e a eventuali complicità.

💬 Il messaggio per i "furbetti" è chiaro: non si tratta più di semplici controlli stradali. Le indagini si stanno allargando, e chi utilizza questi canali per operare illegalmente rischia conseguenze ben più gravi di una semplice multa.

Ma la denuncia di oggi non si ferma qui.

Il problema non sono solo gli abusivi totali, quelli che non hanno mai visto una licenza in vita loro. C’è un’altra categoria di "furbetti" che spesso fa la voce grossa sui social: gli NCC che lavorano fuori dal territorio di competenza e che, quando vengono beccati, piangono il morto e accusano la polizia locale di essere manovrata dai tassisti.

Beh, ragazzi, è ora di chiarire una volta per tutte: se finite nei guai, è perché NON RISPETTATE LE REGOLE. Punto.

Proprio nell'operazione di controllo, gli agenti hanno pizzicato un altro veicolo autorizzato per il noleggio con conducente ma con diverse irregolarità nella compilazione dei fogli di servizio. Sanzione di 178 euro, carta di circolazione sospesa per un mese e fermo amministrativo.

✋ BASTA CON LA TEORIA DEL COMPLOTTO!
Ogni volta che la polizia locale fa il suo lavoro, parte la solita litania: "Sono i tassisti che ci mandano i controlli", "E' una regia contro di noi". Ma la verità è molto più semplice e amara per chi sgarra: se venite controllati e sanzionati così spesso, è perché continuate a fare i furbetti. Non c'è nessuna regia occulta dietro, c’è solo il lavoro di chi deve far rispettare la legge.

Rispettate le zone, rispettate le autorizzazioni, e soprattutto: smettetela di fare gli indignati quando la legge vi casca addosso. Il mestiere del tassista o dell'NCC è un servizio pubblico, non un far west dove ognuno fa ciò che vuole.

Quando il taxi si ferma, qualcuno si arricchisce (sulla vostra fretta)Ieri è successo qualcosa di banale, all'apparenza,...
15/07/2026

Quando il taxi si ferma, qualcuno si arricchisce (sulla vostra fretta)

Ieri è successo qualcosa di banale, all'apparenza, un blackout informatico. I sistemi della cooperativa sono andati in tilt, le chiamate non partivano.
Per noi tassisti è stato un pugno nello stomaco: abbiamo dovuto fare un "passo indietro nel tempo", cancellare le corse digitali e rimettere mano al "vecchio" sistema di lancio, per non lasciare la gente a piedi.

Il caos era inevitabile. Eppure, in mezzo alle lamentele e ai volti contrariati, è successa una cosa che non mi aspettavo. Quasi tutti i clienti hanno usato la stessa identica frase, "Non ti aspetti che un servizio che consideri affidabile come il taxi, ad un certo punto, smetta di funzionare."

Ma c'è un altro lato di questa storia che mi ha fatto ancora più arrabbiare, e che non posso tacere. Quel giorno, molti dei nostri clienti abituali, non potendo contarci, hanno dovuto ripiegare in fretta e furia sulle App delle grandi multinazionali. E qui arriva l'amara lezione.
Un cliente che con noi effettua la stessa tratta tutte le settimane, spendendo circa 20 euro, quel giorno si è visto addebitare ben 45 euro per lo stesso identico percorso. Niente corsa preferenziale, niente servizio migliore: solo il "privilegio" di aver bisogno di un passaggio in un momento di alta richiesta, quando i loro algoritmi modificano i parametri in tempo reale e alzano i prezzi a dismisura. Hanno letteralmente spennato i clienti nel momento del bisogno, approfittando della nostra assenza forzata.

Ecco la differenza sostanziale, noi ieri abbiamo avuto un blackout e abbiamo deluso, ma le nostre tariffe restano fisse, trasparenti e regolate. Loro, in compenso, sono sempre "disponibili" sullo schermo, ma a un prezzo che cambia a seconda della vostra disperazione. È questa la vera affidabilità?

E allora ho fatto un ulteriore salto mentale. Se per un servizio "quotidiano" come il taxi lo smarrimento e lo sfruttamento economico sono stati così tangibili, cosa succederebbe se domani mattina, all'improvviso, tutti gli infermieri e i dottori non si presentassero negli ospedali? O se tutti i poliziotti, i carabinieri, chi vigila sulla sicurezza pubblica, decidessero (o fossero costretti) a restare a casa?

Lo stesso gelo alla schiena, lo stesso senso di abbandono che ho letto negli occhi dei miei passeggeri (e la stessa rabbia per chi specula sull'emergenza) si moltiplicherebbe all'infinito. Perché lì non si tratta più di 20 o 45 euro. Lì si tratta di perdere il collante che tiene insieme una società civile.

Il bello, o forse il drammatico, è che per tutto questo esercito di lavoratori essenziali vige la stessa regola del taxi, più sono efficienti e presenti, più diventano invisibili. Finché tutto va bene, non si accorgono della nostra presenza, ma è l'unica cosa che gli permette di non essere ricattati dal primo speculatore di turno.

Ieri i clienti hanno scoperto (per un giorno) quanto il taxi sia importante nel sistema, e quanto sia vitale avere un servizio che non cambia le regole in corsa per spillarvi più soldi. Mi auguro che quella parola che hanno pronunciato "affidabile" rimanga impressa a tutti noi, non come un diritto scontato, ma come un baluardo contro chi aspetta solo il nostro momento di difficoltà per alzare il prezzo.

Grazie a chi, ogni giorno, sale a bordo del proprio taxi e svolge il proprio lavoro con dedizione, per offrire quel servizio certo, regolamentato e umano che solo il trasporto pubblico taxi può assicurare.

Pedinamenti, sentenze a metà e fantasia sindacale: il giallo di Torino che non c'èPartiamo da un dato certo, l’unico che...
30/05/2026

Pedinamenti, sentenze a metà e fantasia sindacale: il giallo di Torino che non c'è

Partiamo da un dato certo, l’unico che non ha bisogno di fotogrammi a effetto per essere verificato, i tassisti non hanno partecipato ad alcuna alternanza con la Polizia Locale per fermare gli NCC. Non esiste un solo elemento che dimostri una staffetta concordata, un “adesso tocca a voi, poi tocchi a noi”. Il video mostra auto bianche che seguono un NCC, ma da qui a parlare di regia comune con i vigili ce ne passa. I tassisti passano ore in strada per mestiere, e la loro presenza non equivale a un’operazione congiunta con le forze dell’ordine. La Polizia Locale non può delegare a privati funzioni di polizia stradale, e se qualcuno pensa il contrario dovrebbe spiegare con quale atto amministrativo sarebbe stata autorizzata questa fantomatica staffetta.

Detto questo, l’articolo trasforma una sequenza di immagini in una teoria del complotto piuttosto ingegnosa. Si parla di “pedinamenti alternati”, ma gli agenti che fermano un NCC potrebbero essere lì per un normale controllo di routine, mentre i taxi che si trovavano in zona non stanno pedinando: osservano, riprendono, magari rumoreggiano, cose che accadono in tutte le categorie quando scattano verifiche su strada. Non c’è alcuna prova di coordinamento, solo una congettura che si regge sul montaggio di pochi istanti.

Poi si passa alle infrazioni dei tassisti che la Polizia Locale avrebbe ignorato, inversioni a U, contromano, soste sui binari del tram e sulle strisce pedonali. Ammesso che quei comportamenti siano realmente illeciti (un’inversione a U non è sempre vietata, e una sosta “sulle strisce” potrebbe durare un secondo), un fermo immagine non ci dice nulla sulla reazione degli agenti. Non sappiamo se quelle infrazioni siano state sanzionate in un secondo momento, o se i vigili fossero già impegnati in un’attività prioritaria. Sostenere che la Polizia Locale chiuda sistematicamente un occhio sui taxi è un’accusa grave, che richiederebbe ben più di qualche fotogramma sgranato.

L’idea che i controlli siano “selettivi” e concentrati solo sugli NCC è un’altra forzatura. Le attività regolate come il trasporto pubblico non di linea sono naturalmente più soggette a verifiche amministrative: licenze, rimesse, territorialità. Se in un certo periodo arrivano molte segnalazioni di irregolarità da parte di NCC, è normale che i controlli si concentrino lì. Questo non è accanimento, è vigilanza mirata. E che la Polizia Locale abbia come “unico obiettivo gli NCC” è smentito dal fatto che ogni giorno quegli stessi agenti si occupano di sosta selvaggia, abusivismo commerciale e sicurezza stradale. Un singolo video non può diventare la prova di una strategia monotematica.

Sul fronte politico, si accusa l’assessore regionale Marco Gabusi di muoversi in direzione opposta rispetto a Forza Italia, in Parlamento si punta a una operatività regionale degli NCC, in Piemonte la legge regionale 119 introdurrebbe nuovi limiti territoriali. Ma qui si omette un passaggio chiave: la legge 24/95 Piemontese sul trasporto pubblico non di linea è una legge quadro, e le Regioni hanno competenza a disciplinare il settore nel proprio territorio, nel rispetto dei principi statali e delle sentenze della Corte Costituzionale. Il disegno di legge piemontese punta a chiarire il legame territoriale delle rimesse, proprio per evitare licenze fittizie e concorrenza sleale, cosa che a quanto pare a qualcuno non piace.
Non c’è contraddizione, si può volere una mobilità regionale ben organizzata che soddisfi le effettive esigenze dei territori che rilasciano le autorizzazioni e insieme pretendere regole chiare sulle rimesse. Una cosa non esclude l’altra.

Quanto ai van abusivi che scorrazzerebbero indisturbati durante l’evento musicale, l’articolo non fornisce alcuna prova di assenza di controlli. In quei contesti le forze di polizia operano spesso in borghese o con servizi mirati, non si può dedurre una resa dal fatto che un osservatore non veda multe in strada.

E poi c’è il passaggio finale del video, quello che dovrebbe inchiodare tutti, un NCC fermato senza che possa essere sanzionato, mentre i tassisti parcheggiano a destra e sinistra come un pubblico plaudente. Ecco, questo dimostra esattamente il contrario della tesi persecutoria. Se il controllo si conclude senza alcuna multa, allora non c’è volontà di colpire a tutti i costi. Forse, semplicemente, quell’NCC era in regola.

Il resto è una costruzione narrativa che mescola fotogrammi selezionati, illazioni e un attacco politico alla Regione Piemonte. A questo si aggiunge un vezzo che andrebbe dismesso, l’abitudine di citare le sentenze come un menù alla carta. Sarebbe intellettualmente onesto e anche piuttosto istruttivo se l’ufficio stampa di quel rappresentante sindacale smettesse di sventolare un “considerato in diritto” e occultare il resto della motivazione. I tribunali, di qualunque grado, scrivono sentenze intere, non antologie di frasi a uso creativo. La fantasia è una dote sindacale molto apprezzata, ma in un dibattito pubblico serio dovrebbe restare confinata alla narrativa, non all’interpretazione giuridica.

E niente ci tocca di nuovo rispondere... Il servizio NCC è “locale”. Lo dicono le sentenze, non noi.Ogni tanto torna in ...
25/05/2026

E niente ci tocca di nuovo rispondere...

Il servizio NCC è “locale”. Lo dicono le sentenze, non noi.

Ogni tanto torna in circolazione una vecchia suggestione, quella secondo cui definire il servizio di noleggio con conducente come "trasporto pubblico locale non di linea" sarebbe una forzatura, una formula inventata per piegare il mercato. Nulla di più falso. La natura locale del servizio NCC è scritta nella legge e confermata da anni di giurisprudenza consolidata.

"La metà di una bugia non fa la verità", cantava Tiziano Ferro. E chi oggi cita solo la sentenza n. 56/2020 della Corte Costituzionale per sostenere la fine del vincolo territoriale, sta raccontando solo una pericolosa mezza verità.

1. La legge parla chiaro, “funzione complementare e integrativa”
La legge quadro n. 21 del 1992, all'articolo 1, definisce gli autoservizi pubblici non di linea come quelli che "provvedono al trasporto collettivo od individuale di persone, con funzione complementare e integrativa rispetto ai trasporti pubblici di linea". Se un servizio è complementare e integrativo rispetto ai trasporti pubblici di linea che sono per definizione locali o regionali significa che anche il servizio NCC si inserisce in quel medesimo sistema di mobilità territoriale. Non è un'invenzione sindacale, è la definizione normativa.

2. Lo ha detto il Consiglio di Stato, più volte

· Con la sentenza n. 1957 del 10 marzo 2025, il Consiglio di Stato ha affermato che "l'obbligo di utilizzare una rimessa ubicata nel territorio del comune che rilascia l'autorizzazione è finalizzato a garantire che il servizio sia svolto, almeno tendenzialmente, a favore della comunità locale". E ancora: "la prescrizione che la rimessa sia ubicata entro il territorio dell'ente è coessenziale alla natura stessa dell'attività".
· Con la sentenza n. 499 del 23 gennaio 2025, ha confermato "la natura di servizio integrativo del trasporto pubblico locale del noleggio con conducente".

3. La Corte Costituzionale non ha abolito il vincolo di territorialità
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 56 del 2020, ha dichiarato illegittimo l'obbligo di rientro in rimessa dopo ogni singola corsa, ritenendolo "irragionevole" e "sproporzionato". Ma attenzione: la Consulta non ha affatto abolito il vincolo di territorialità. Ha semplicemente eliminato un obbligo operativo ritenuto eccessivo, senza mai mettere in discussione il principio che la rimessa debba trovarsi nel territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione.

4. Un principio confermato anche in sede europea
Il regime di territorialità delle licenze NCC non contrasta con il diritto dell'UE. Lo ha chiarito il Consiglio di Stato (sent. n. 1957/2025), affermando che l'art. 49 TFUE sulla libertà di stabilimento non è violato da disposizioni che si limitano a richiedere "quale requisito oggettivo del servizio, la localizzazione della rimessa in ambito comunale".

Conclusione
Ripetere che "trasporto pubblico locale non di linea" sia una formula inventata significa ignorare deliberatamente il dato normativo e la giurisprudenza consolidata. Le parole hanno un peso, e quando si firmano atti amministrativi bisogna attenersi al diritto, non alle narrazioni di comodo.

Quando le mezze verità arrivano davanti a un giudice, lo abbiamo visto, si fermano.

📢 Ogni volta che si parla di regole, puntano il dito contro di noi. Ma chi c'è dietro?Da anni ormai si cerca di applicar...
20/05/2026

📢 Ogni volta che si parla di regole, puntano il dito contro di noi. Ma chi c'è dietro?

Da anni ormai si cerca di applicare una normativa seria che regolamenti il servizio pubblico non di linea (taxi e NCC) a livello nazionale. Ebbene, ogni singola volta che si fa un passo in avanti come l’introduzione del Registro Elettronico Nazionale (RENT) o del foglio di servizio elettronico puntualmente salta fuori qualcuno per mettere in cattiva luce la nostra categoria.

❓ Perché?
Perché dietro c'è chi vuole sostituire il servizio pubblico non di linea con le multinazionali del trasporto. Multinazionali che di pubblico non hanno nulla, fanno solo da ponte tra utente e autista, intascano una commissione e non si assumono alcuna responsabilità.

⚠️ Ma c’è anche un altro problema: chi aggira le regole dall’interno

Non va dimenticato che esistono noleggiatori e rappresentanti di categoria che fanno dell'aggiramento delle regole il loro cavallo di battaglia. Chi ha una licenza NCC e opera sistematicamente come se fosse un taxi (stazionando in piazza, raccogliendo clienti senza prenotazione, violando i vincoli territoriali) danneggia sia i taxi che gli NCC onesti. Solo nel 2025 sono scattate pesanti sanzioni e sequestri di veicoli per esercizio abusivo di NCC, con multe fino a 7.249 euro, confisca del veicolo e sospensione della patente. L'abusivismo genera un duplice danno:, altera le regole del mercato, penalizzando i conducenti regolari, e mette a rischio la sicurezza dei passeggeri. Ma oggi, proprio mentre si stanno finalmente mettendo in campo strumenti efficaci per contrastare questi abusi, puntualmente spuntano proposte per sanare tutto.

🔁 Il meccanismo si ripete sempre uguale

1️⃣ Si parla di regolamentazione seria (RENT, foglio di servizio elettronico, controlli).
2️⃣ Immediatamente spuntano economisti improvvisati, mai visti prima nel settore, che iniziano a parlare di “taxisti evasori”, “servizio inefficiente”, “monopolio”.
3️⃣ I media rilanciano.
4️⃣ Risultato: si attacca chi lavora onestamente ogni giorno, mentre le multinazionali vengono dipinte come la soluzione moderna.

⚖️ La legalità ha già parlato: rimessa e foglio di servizio sono legittimi

Nonostante le polemiche, esistono sentenze precise che hanno sancito la legittimità e l'utilità di questi strumenti, respingendo i tentativi di chi voleva bloccarli:

· Obbligo di rimessa: La Corte Costituzionale (sentenza n. 56/2020) ha dichiarato incostituzionale l'obbligo di rientrare in rimessa dopo ogni corsa, ma ha ribadito che l'obbligo di partire dalla rimessa all'inizio della giornata lavorativa e il divieto di stazionamento su suolo pubblico restano fermi. La rimessa non è un optional: è il luogo autorizzato dove l'NCC inizia la sua attività.
· Foglio di servizio elettronico: La Corte Costituzionale (sentenza n. 163/2025 del 4 novembre 2025) ha confermato la piena legittimità del foglio di servizio in formato digitale, imponendo solo alcune modifiche tecniche per garantire la privacy e la neutralità tecnologica (ad esempio, cancellando il vincolo dei 20 minuti di attesa e l'obbligo di usare esclusivamente l'app ministeriale).
· RENT: Il Tar Lazio (sentenza n. 23624 del 23 dicembre 2025) ha accolto un ricorso solo su aspetti specifici legati alla conservazione dei dati, ma ha ribadito che la normativa primaria non contesta la legittimità del registro in sé, che rimane uno strumento fondamentale per la trasparenza e il controllo.

Oggi, dopo gli aggiornamenti richiesti dalle varie sentenze, sia il RENT che il foglio di servizio elettronico stanno per vedere finalmente la luce in versione definitiva e operativa. Il Ministero dell'Interno, con circolare del 5 maggio 2025, ha reso operativo l’articolo 25 della legge 193/2024, che riforma profondamente il settore. Il RENT è diventato il perno della trasparenza e del controllo, e il mancato aggiornamento o l’omessa iscrizione comportano ora sospensioni dal ruolo per i conducenti (da uno a due mesi).

⏳ Ecco perché ora si affrettano a proporre sanatorie

Proprio ora che questi strumenti RENT, foglio di servizio elettronico, controlli seri stanno per diventare operativi, alcuni esponenti politici si stanno affrettando a presentare leggi, o meglio sanatorie, per gli NCC.

Due esempi su tutti:

· Disegno di legge Caroppo (Forza Italia, AC 2455): Presentato dal vicepresidente della commissione Trasporti Andrea Caroppo, mira a "semplificare alcuni oneri burocratici, a partire dal foglio elettronico", a ridurre i tempi di attesa e a trasferire le competenze sui NCC dai Comuni alle Regioni. Di fatto, un tentativo di aggirare i controlli centralizzati.
L’obiettivo dichiarato è "ammorbidire" il sistema di controlli proprio mentre diventa operativo.
· Disegno di legge Iaria (Movimento 5 Stelle, AC 2665): Il capogruppo M5S in commissione Trasporti, Antonino Iaria, ha depositato una proposta che, se da un lato introduce un "tassametro fiscale" per i taxi, dall’altro trasferisce ai NCC la competenza sulle licenze alle Regioni e equipara le autorizzazioni comunali già rilasciate a quelle regionali, di fatto una sanatoria per tutte le posizioni irregolari preesistenti.
L'assegnazione della competenza sulle licenze NCC alle Autonomie è il punto forte della Pdl Iaria, e segna una sostanziale e inedita convergenza con la proposta di legge dell'azzurro Andrea Caroppo.

Due proposte che, se approvate, vanificherebbero anni di battaglie per la legalità e spalancherebbero le porte all'abusivismo.

📌 Cosa non dicono mai di queste multinazionali e dei loro alleati?

· Applicano il surge pricing (tariffe che schizzano alle stelle con la domanda). Un concerto, un evento, una manifestazione e il costo del trasporto raddoppia o triplica.
· Non pagano le tasse in proporzione ai ricavi che generano in Italia. Parliamo di milioni, miliardi di euro che se ne vanno.
· Sfruttano lavoratori senza garanzie (basta vedere cosa è successo ai rider del food delivery).

Di questo, i soliti economisti non parlano mai.

🚕 In questo specifico momento storico, il costo del carburante è schizzato verso l’alto, con un conseguente aumento vertiginoso di tutti i costi operativi. Eppure, le tariffe dei taxi sono rimaste invariate, perché sono stabilite dalle autorità amministrative e non possono essere modificate a piacimento da chi eroga il servizio. È il contrario di ciò che fanno le multinazionali del trasporto, loro, con un algoritmo, decidono i prezzi minuto per minuto, aumentandoli a piacimento quando la domanda sale, un concerto, un evento, un’emergenza e il costo per l’utente raddoppia o triplica all’istante. Il taxi no, il prezzo è sempre quello, uguale per tutti, fisso, certo. Ecco qual è la vera garanzia del trasporto pubblico taxi, un servizio regolamentato che non specula sulla necessità delle persone, nemmeno quando il carburante costa il doppio.

🎯 Il punto finale, chi ha davvero interesse a non far applicare le regole?

Ogni volta che si arriva a un passo dall’applicare le leggi (come la legge 12 del 2019), ecco che spuntano articoli, servizi tv, economisti “indipendenti” a dire che i taxi sono un problema.

Ma nel frattempo, nessuno chiede conto alle multinazionali che spostano utili all’estero, pagano tasse irrisorie e distruggono il lavoro regolamentato.

Noi difendiamo il servizio pubblico non di linea perché è un servizio vero, con regole, con diritti e doveri. Non è perfetto, ma l’alternativa non è l’innovazione: è il far west senza tutele né controllo.

Dietro ogni attacco alla categoria, quando si parla di regole, ci sono interessi enormi. Milioni, miliardi di euro. E forse è ora che qualcuno lo dica chiaramente.

✅ Perché condividere questo post

Perché la prossima volta che senti dire “i tassisti sono tutti evasori” o “il taxi è un sistema vecchio”, fermati un attimo e chiediti: a chi giova questa narrativa?
E perché arriva sempre proprio quando si prova a mettere un po’ di ordine con strumenti come il RENT o il foglio di servizio elettronico?

Buona giornata a tutti, e che la trasparenza vinca sulla propaganda.

07/04/2026

TRASPORTO PASSEGGERI: CONFSAL E FAST-CONFSAL SCRIVONO AL GOVERNO
"Emergenza costi energetici: a rischio servizi e occupazione. Servono misure urgenti."
Roma – 7 Aprile 2026. I Segretari Generali Angelo Raffaele Margiotta (CONFSAL) e Pietro Serbassi (FAST-Confsal) hanno inviato una lettera formale alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri competenti per denunciare la grave crisi che sta travolgendo il settore del trasporto passeggeri. L’impennata dei prezzi dei carburanti e dei prodotti energetici sta mettendo a dura prova la tenuta economica delle imprese, minacciando la continuità dei servizi essenziali per i cittadini.
Margiotta e Serbassi lanciano un appello urgente al Governo richiedendo congiuntamente l'adozione immediata di misure straordinarie:
• l’introduzione di un credito d’imposta specifico commisurato all’aumento del costo del carburante;
• l’estensione del regime di gasolio commerciale anche alle imprese del trasporto persone;
• la valutazione di una temporanea riduzione delle accise sui carburanti destinati al settore;
• l’istituzione di un fondo compensativo per il riequilibrio dei contratti di servizio TPL.
"Non possiamo permettere che i rincari energetici vengano scaricati interamente sui lavoratori e sugli utenti," dichiarano congiuntamente Margiotta e Serbassi. "Senza interventi strutturali, assisteremo a un drastico peggioramento degli standard qualitativi e a tensioni occupazionali senza precedenti. Il Governo deve agire ora per garantire la sostenibilità di un asset strategico per la mobilità del Paese."
Questo quanto dichiarato congiuntamente dai Segretari Generali Angelo Raffaele Margiotta e Pietro Serbassi.

05/03/2026

Oggetto: Tassista, nel 2026 decidi da che parte stare.

Caro Collega,
il 2026 è l'anno delle scelte. Dopo le mobilitazioni di gennaio e la nostra presenza in piazza a Roma, abbiamo dimostrato che uniti si può fermare l’assalto al nostro mestiere. Ma la protesta da sola non basta: serve organizzazione.

Oggi la nostra categoria è sotto attacco da due fronti:

1. L'abusivismo dilagante che soffoca le nostre città piemontesi.
2. Le multinazionali dei "ncc" e le piattaforme tecnologiche che vogliono trasformarci in schiavi di un algoritmo, cancellando il rapporto diretto con il cliente e il valore del nostro servizio pubblico.

Noi diciamo basta. Per questo, nel 2026, ti chiediamo di fare squadra con Fast Confsal Taxi Piemonte.

Perché scegliere Fast Confsal?
Perché siamo il sindacato che non sta solo a guardare. Siamo quelli che hanno portato la voce dei tassisti sotto Montecitorio e che ogni giorno siedono ai tavoli in Regione Piemonte, in Comune per difendere le nostre licenze, le nostre regole e il nostro futuro.

Non vogliamo essere ingranaggi di un algoritmo. Vogliamo essere professionisti riconosciuti e tutelati.

I tuoi referenti in Piemonte:
Sul territorio puoi contare sull'impegno diretto dei delegati sindacali Massimiliano Dotti e Luca Ruggiero, pronti ad ascoltare le tue esigenze e a difendere il tuo lavoro.

Il valore della tessera 2026:
La tessera sindacale ha un costo di 60 €.
Un investimento minimo per una tutela massima, che ti dà accesso anche ai servizi del nostro CAF in Via Sacchi 54b, dove potrai ricevere assistenza per tutte le tue pratiche:

· Dichiarazioni dei redditi (730 e Modello Unico)
· Pratiche ISEE
· Pratiche IMU

Scegli le regole. Scegli la tutela. Scegli Fast Confsal.

Tesseramento 2026: unisciti a noi.
Insieme possiamo guidare il cambiamento, non subirlo. Dalle strade di Torino e di tutto il Piemonte fino ai palazzi che contano, fai sentire la tua voce con la nostra.

Contattaci subito per informazioni su come aderire:

Massimiliano Dotti: [email protected]
Luca Ruffero: [email protected]

https://sindacatofast.it/

Fast Confsal Taxi Piemonte.
Difendiamo chi guida il servizio pubblico.

Indirizzo

Via Sacchi 45
Turin
10125

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