09/03/2026
Rimossi i treni e sistemate le traversine nel tratto a binario interlacciato, al sottovia Prenestino tra Ponte Casilino e piazzale Labicano, si attende ora il ripristino del servizio della ferrotramvia . Ciò dovrebbe avvenire a giorni: fatta salva la mitigazione sulla velocità imposta da ANSFISA, non ci sono manifesti impedimenti ostativi che impediscano ad la ripresa dell’esercizio.
Il ripristino del servizio è un atto dovuto e atteso dall’utenza del versante Casilino; in molti hanno scritto alla nostra redazione in questi giorni per avere informazioni certe. Lo stop forzato li ha costretti a fare i conti con bus sostitutivi dalla capacità di gran lunga inferiore a quella di un convoglio ferrotramviario e intrappolati in un traffico viario che, sulla via Casilina, ha ormai un Livello di Servizio (LOS) prossimo al Grado F (congestione totale). Aggravato dai cantieri per la nuova stazione Pigneto.
Una criticità sentita maggiormente dagli abitanti afferenti al che, nel tratto da Centocelle in poi non servito dalla , vedono nel “trenino” l’unico mezzo rapido e sostenibile per raggiungere il nodo di Termini.
Del resto, che la linea attuale svolga un ruolo strategico e complementare alla metropolitana, tutt’altro che “marginale”, è un inconfutabile dato di fatto. In considerazione che l'infrastruttura preesistente assolve già inconfutabilmente questa funzione e costituisce il presupposto fisico e il sedime su cui si innesterà la futura tramvia Termini-Tor Vergata. Se il collegamento è ritenuto meritevole di un investimento di circa 231 milioni di euro, del MIT, esso deve considerarsi, “ipso facto”, indispensabile anche nel periodo transitorio. Pertanto, risulta intrinsecamente contraddittorio qualificare un vettore come essenziale per l'assetto futuro e, contestualmente, ritenerlo sacrificabile nel presente.
Ecco perché la dismissione della Termini-Centocelle appare una forzatura, in evidente contrasto con il quadro normativo e con l'obbligo giuridico di garantire la continuità del servizio pubblico. Alé.