Anabic Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne

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EMISSIONI E CARNE BOVINA: UN NUOVO E IMPORTANTE STUDIOSCONFESSA LE SEMPLIFICAZIONI IDEOLOGICHEUn articolo pubblicato in ...
04/06/2026

EMISSIONI E CARNE BOVINA: UN NUOVO E IMPORTANTE STUDIO
SCONFESSA LE SEMPLIFICAZIONI IDEOLOGICHE

Un articolo pubblicato in questi giorni sul portale carnisostenibili.it torna con una approfondita analisi sul tema legato alla sostenibilità della carne bovina, sollecitando il superamento di una visione ristretta e ideologica quale è la Carbon Tunnel Vision.
L’articolo infatti sottolinea come troppo spesso gli allevamenti vengano indicati come i principali responsabili delle emissioni climalteranti, al punto che “la riduzione dei consumi di carne e dei cibi di origine animale viene proposta come soluzione primaria per risolvere la crisi ambientale. Una semplificazione errata che una nuova review pubblicata su Food Science of Animal Resources smonta illustrando dati con una forte base scientifica. Spesso l’impatto della zootecnia viene enormemente amplificato – recita l’articolo – alcune campagne sostengono che gli allevamenti producono oltre il 50% delle emissioni globali, mentre le stime più recenti attribuiscono all’intero settore circa il 12% delle emissioni antropiche. Gli allevamenti occidentali inciderebbero solo per il 2,6% del totale globale e quelli dell’Unione europea appena per l’1%. Gli autori, tra cui il professor Frédéric Leroy, evidenziano le grandi differenze tra sistemi produttivi, tant’è vero che la carne bovina prodotta in Europa o Nord America emette percentuali molto inferiori rispetto a quanto avviene in sistemi meno efficienti di alcune aree dell’Africa subsahariana o dell’Asia meridionale. Lo studio evidenzia inoltre che nei Paesi occidentali la riduzione del consumo di carne abbassa in media l’impronta carbonica individuale solo dell’1-6%, mentre una dieta totalmente vegana negli Stati Uniti ridurrebbe le emissioni nazionali di meno del 3%: la maggior parte delle emissioni deriva infatti da trasporti, abitazioni ed energia e non dall’alimentazione.

Per saperne di più vai all’articolo:

Ridurre i consumi di carne non salverà il clima. È quanto emerge da una revisione scientifica che invita a uscire dalla cosiddetta "Carbon Tunnel Vision”.

03/06/2026

DERMATITE NODULARE CONTAGIOSA IN SARDEGNA: UFFICIALMENTE ESTINTI TUTTI I FOCOLAI

Gli 8 focolai di Dermatite nodulare contagiosa dei bovini esplosi nelle ultime settimane in altrettanti allevamenti situati nel sud-est della Sardegna sono stati dichiarati ufficialmente estinti dal Centro di riferimento nazionale per la malattia presso l’Izsam.
L’ultimo focolaio estinto è stato ufficializzato il 23 maggio scorso.
Complessivamente sono stati abbattuti 263 capi nelle aziende situate tra San Vito, Muravera, Ballao e Villaputzu. Pur trattandosi di numeri contenuti, va sottolineato che sono comunque rilevanti per un territorio dove le misure sanitarie hanno inciso direttamente sull’operatività delle aziende e sulla gestione degli animali.
Da un punto di vista operativo, l’estinzione dei focolai permette ora la possibile revisione delle restrizioni ancora in vigore nel sud-est della Sardegna. Già l’8 maggio 2026 il ministero della Salute aveva autorizzato la ripresa delle movimentazioni dei bovini dall’isola verso il resto del territorio nazionale con l’esclusione delle aree ricadenti nella zona di sorveglianza sanitaria dei 50 km dai focolai.
L’estinzione dei focolai è ovviamente un segnale positivo per la zootecnia bovina sarda, ma non elimina l’obbligo di mantenere alta l’attenzione proprio perché la gestione della Dermatite nodulare contagiosa conferma quanto le malattie soggette a restrizione possono incidere non solo sulla salute animale, ma anche sulla programmazione aziendale, sugli scambi e sulla tenuta economica degli allevamenti.

29/05/2026

In occasione della Festa della Repubblica Italiana del 2 giugno p.v., gli uffici della scrivente Associazione resteranno CHIUSI anche lunedì 1° giugno p.v.
Le attività riprenderanno mercoledì 3 giugno p.v.

22/05/2026

BOVIDAY
Benessere, innovazione, sostenibilità: una filiera forte è una filiera più competitiva
Mercoledì 10 giugno 2026 - ore 8.30
Best Western Plus Hotel Expo - Villafranca di Verona
(Via Portogallo 1/P)

Biodiversità, genetica e ricambio generazionale: le razze bovine italiane di fronte alle nuove sfide del settore
Bologna, 21 maggio 2026 - Mentre il comparto dei bovini da carne delle razze italiane affronta le sfide legate al ricambio generazionale, all’aumento dei costi di produzione e alla sostenibilità economica, il lavoro di miglioramento genetico e tutela della biodiversità portato avanti dagli allevatori continua a rappresentare un presidio fondamentale per il territorio e l’ambiente.

Sono questi alcuni dei temi al centro dell’intervento “Il miglioramento genetico delle razze autoctone e tutela della biodiversità animale”, che vedrà protagonisti Andrea Qu***ia, direttore di Anabic (Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne che rappresenta le razze Chianina, Maremmana, Podolica, Romagnola e Marchigiana) e Andrea Rabino, presidente di Anaborapi (Associazione nazionale allevatori bovini di razza Piemontese) in occasione del BoviDay – Giornata della Carne Bovina, evento organizzato da Expo Consulting srl in programma il 10 giugno 2026 a Villafranca di Verona, presso l’Hotel Expo Verona, a partire dalle ore 8.30.

“L’attività del nostro Centro genetico – spiega Qu***ia – che lo scorso anno ha festeggiato i suoi 40 anni di attività, è da sempre concentrata sul miglioramento genetico delle razze che Anabic rappresenta. Un lavoro che non si limita al controllo delle performance produttive, ma punta soprattutto alla salvaguardia della variabilità genetica. Monitoriamo costantemente imparentamento e consanguineità affinché restino ai livelli più bassi possibili e abbiamo reintrodotto linee genetiche antiche o estinte nella Chianina e nella Romagnola grazie all’utilizzo di seme congelato conservato nella Banca del Dna di Anabic che conta oltre 600 mila unità seminali: un patrimonio strategico per garantire biodiversità animale e resilienza futura degli allevamenti”.

Secondo il direttore di Anabic, che conta una base associativa di oltre 5.000 allevamenti distribuiti in 18 regioni italiane per una consistenza complessiva di circa 160.000 capi, la presenza di queste razze nei territori appenninici del Centro-Sud svolge anche una funzione ambientale cruciale. “Gli allevamenti estensivi - dichiara - che rappresentano il 70% di quelli associati, favoriscono il mantenimento dei pascoli e l’aumento della biodiversità vegetale. L’abbandono di questi territori significherebbe perdita di tradizioni, ma anche maggiore fragilità degli ecosistemi”.

Sul fronte economico, Qu***ia evidenzia una fase favorevole per il comparto, sostenuta da una domanda elevata a fronte di un’offerta insufficiente. Una situazione che, tuttavia, non riduce il peso della principale criticità: il ricambio generazionale all’interno delle aziende.

Anche per la razza Piemontese il tema della biodiversità resta centrale. “La Piemontese rappresenta un presidio del territorio e della biodiversità, soprattutto nelle aree marginali e collinari – afferma Andrea Rabino – Oggi i capi iscritti al Libro genealogico sono circa 260mila, di cui oltre 130mila fattrici, distribuiti in circa 3.900 allevamenti presenti principalmente in Piemonte e Lombardia, ma anche in diverse altre regioni italiane”.

Tra le peculiarità della razza spicca l’ipertrofia muscolare, che garantisce rese al macello molto elevate, comprese tra il 60% e il 68%. “Negli anni il miglioramento genetico si è concentrato soprattutto sugli aspetti riproduttivi e sulla facilità al parto – prosegue Rabino – tanto che oggi i parti cesarei nella Piemontese non superano il 3,5%, a fronte di percentuali che in altre razze possono arrivare fino al 97%”.

Anche il comparto della Piemontese deve però confrontarsi con il problema del ricambio generazionale e con la perdita di aziende registrata negli ultimi dieci anni. “Abbiamo perso circa il 10% degli allevamenti e delle fattrici – osserva Rabino – Nonostante questo oggi il mercato mostra segnali positivi grazie alla crescente richiesta di carne di qualità. Un ruolo importante nella valorizzazione della carne di Piemontese è svolto dalla grande distribuzione, che commercializza circa il 70% della produzione, accanto a una rete di macellerie di alta qualità sempre più orientate ai prodotti premium e di prossimità”.

La partecipazione alla Giornata della Carne Bovina è gratuita.

È invece obbligatoria l'iscrizione.

ANABIC è ad Hortobagy in Ungheria per la Conferenza Internazionale delle Razze Autoctone Europee
21/05/2026

ANABIC è ad Hortobagy in Ungheria per la Conferenza Internazionale delle Razze Autoctone Europee

18/05/2026

SENZA ALLEVAMENTI L’AGRICOLTURA NON PUÒ ESSERE SOSTENIBILE

Un’agricoltura senza animali non è sostenibile.
Lo spiega in un recente articolo il portale carnesostenibili.it in cui si legge che “un’agricoltura senza animali viene spesso proposta come soluzione estrema per ridurre l’impatto ambientale del sistema alimentare. Ma quando si guarda al funzionamento degli ecosistemi, emerge una realtà ben più complessa. I cicli biologici, la fertilità dei suoli e la biodiversità non possono fare a meno della presenza controllata degli animali. L’allevamento non è quindi un elemento accessorio, bensì una parte integrante del funzionamento agroecologico in quanto gli animali hanno funzioni fondamentali come il riciclo dei nutrienti e il mantenimento della fertilità”.
L’articolo sottolinea in un altro passaggio che il suolo è un sistema vivente che ha bisogno degli animali e che la fertilità naturale dei terreni deriva proprio dall’allevamento animale.
“Eliminare l’allevamento non implica automaticamente un minor utilizzo complessivo della terra – conclude l’articolo – né un uso più efficiente delle risorse come viene invece spesso semplificato. A livello globale circa il 70% dei terreni agricoli è destinato ai pascoli, ma secondo la FAO la maggior parte di essi è situata in zone aride, montane e con suoli poveri dove la coltivazione è impossibile. Per questo motivo, l’eliminazione totale dell’allevamento non si tradurrebbe automaticamente in una sorta di liberazione della terra per produrre più cibo vegetale: al contrario, significherebbe abbandonare vaste aree con effetti ecologici e sociali disastrosi”, è la conclusione dell’articolo.

14/05/2026

𝟯𝟬^ 𝗔𝗦𝗧𝗔 𝗧𝗢𝗥𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗱𝗶 𝗿𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗣𝗢𝗗𝗢𝗟𝗜𝗖𝗔
14 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 2026 - 𝘰𝘳𝘦 11:00 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘪𝘭 𝘊𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘚𝘦𝘭𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘛𝘰𝘳𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘪 𝘳𝘢𝘻𝘻𝘢 𝘗𝘰𝘥𝘰𝘭𝘪𝘤𝘢, 𝘓𝘢𝘶𝘳𝘦𝘯𝘻𝘢𝘯𝘢 (𝘗𝘡)

Torna puntuale l’asta dei torelli di razza podolica organizzata dall’Associazione regionale allevatori di Basilicata insieme con l’Associazione nazionale allevatori bovini italiani carne (Anabic). L’appuntamento, giunto alla 30° edizione, è per giovedì 14 maggio alle ore 11 presso il centro selezione di Laurenzana (Potenza).

14 soggetti presentati all’asta per la vendita e la distribuzione nelle aziende iscritte al Libro Genealogico che vorranno dotarsi di riproduttori di alta genealogia, rusticità e performance produttive elevate.

𝗘𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶
Il Dr. Romano Palazzo (cel. 3316461183) sarà a diposizione degli allevatori, previo appuntamento per visionare i soggetti il 13 Maggio dalle ore 10:00 alle ore 12:00.

𝗣𝗥𝗢𝗚𝗥𝗔𝗠𝗠𝗔

𝗚𝗶𝗼𝘃𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟰 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲
𝗢𝗿𝗲 𝟵:𝟬𝟬 Esposizione dei soggetti in asta;
𝗢𝗿𝗲 𝟭𝟬:𝟯𝟬 “30 anni di attività del Centro Selezione Torelli”;
𝗢𝗿𝗲 𝟭𝟭.𝟬𝟬 Inizio asta dei torelli testati in prova di performance;
𝗢𝗿𝗲 𝟭𝟯.𝟯𝟬 Buffet

https://www.arabasilicata.it/news/view/?i=561&m=22

14/05/2026
Oggi celebriamo 30 anni della selezione della razza Podolica.
14/05/2026

Oggi celebriamo 30 anni della selezione della razza Podolica.

Indirizzo

Strada Del Vio Viscioloso 21
Perugia
06132

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 13:00
13:30 - 17:30
Martedì 08:00 - 13:00
13:30 - 17:30
Mercoledì 08:00 - 13:30
Giovedì 08:00 - 13:00
13:30 - 17:30
Venerdì 08:00 - 13:30

Telefono

075 6070011

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