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visiting sicily,,,, Aeroporto di Palermo
17/01/2018

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Lu Signuri di li fasci: Venerdì Santo a Pietraperzia La pasqua in sicilia, fra questi avvenimenti può facilmente rientra...
15/03/2017

Lu Signuri di li fasci: Venerdì Santo a Pietraperzia

La pasqua in sicilia, fra questi avvenimenti può facilmente rientrare la celebrazione del Venerdì Santo a Pietraperzia, località dell’entroterra siciliano in provincia di Enna che oggi conta poco più di settemila abitanti.
Qui il venerdì santo è un giorno di festa e di preghiera molto sentito dalla comunità che, dal XIV secolo, mantiene intatte le sue tradizioni per mezzo della processione de “Lu Signuri di li fasci”.

Infiorata di Noto 12-15 Maggio 2016La terza domenica di maggio è dedicata all'infiorata evento storico ultra decennale p...
16/03/2016

Infiorata di Noto 12-15 Maggio 2016

La terza domenica di maggio è dedicata all'infiorata evento storico ultra decennale per la Città di Noto, infatti la manifestazione è nata ben trentasette anni fa dall’incontro tra gli artisti infioratori Genzanesi e Netini, ed è proprio nella città di Genzano, che questo tipo di scenografia artistica e nata come nuova tecnica pittorica.

La Via Corrado Nicolaci è la via dove nasce l'infiorata, l'impatto scenografico è altamente spettacolare, infatti la Chiesa di Montevergini fa da vertice alla lunga striscia artistica dell’infiorata, che si contrappone al palazzo del Principe Nicolaci "Villa dorata", con i famosi balconi che sono a ben dire tra i più belli del mondo.

Oggi l'infiorata di Noto è considerata una delle più belle manifestazioni del genere dell’intera Sicilia e non solo, e ogni hanno richiama un sacco di gente che incuriosita da questo grande evento artistico, affolla la bellissima città del barocco Siciliano.

Una passeggiata virtuale per tutti coloro che non possono vederla dal vivo.

Ogni anno da secoli a Trapani il Venerdì Santo ha un significato particolare, ovvero il ripetersi di una antica tradizio...
15/03/2016

Ogni anno da secoli a Trapani il Venerdì Santo ha un significato particolare, ovvero il ripetersi di una antica tradizione che rappresenta la morte e la passione di Gesù Cristo; 20 gruppi scultorei sacri, di cui due simulacri di Gesù Morto e Maria Addolorata, realizzati in legno e modellati con abiti e stoffe trattate con colla e gesso per dare una maggiore plasticità espressiva, opera di antichi artigiani Trapanesi che con una tecnica chiamata carchèt fanno i modo che ogni figura sia diversamente rappresentata.

La processione ha origine spagnole, e la scenografia dei vari gruppi è ambientata più nell’epoca medievale che hai tempi dell’Impero Romano e dell’occupazione della Palestina, infatti gli elmi dei soldati romani sono sostituti da pennacchi di chiara epoca sp****la.

Alle 14:00 in punto del Venerdì Santo i sacri gruppi lasciano la Chiesa del Purgatorio e portati a spalla dai vari gruppi in rappresentanza delle maestranze locali, ogni gruppo e accompagnato da un banda musicale che intonerà delle marce funebre, la processione si snoderà lungo un percorso che tocca le vie principali della città per quasi 24 ore interrottamente.

https://www.youtube.com/watch?v=lc-wnRLyaAM

I Sacri Gruppi dei Misteri in una serie di spezzoni video. Riprese video ©Telesud + alcuni spezzoni e immagini di Francesco Genovese

NonSoloTransfer info: +39 3409465347Vi accompagneremo ovunque voi vogliate andare e nel frattempo sarete liberi di occup...
10/02/2016

NonSoloTransfer info: +39 3409465347

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Tour Day Sicilia Occidentale
10/02/2016

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29/05/2015

Transfer Taxi Tour Aeroporto di Palermo

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L’EMPORIO SEGESTANOCastellammare del Golfo, secondo le opinioni ormai consolidate di storici e geografi, nasce come empo...
06/02/2015

L’EMPORIO SEGESTANO
Castellammare del Golfo, secondo le opinioni ormai consolidate di storici e geografi, nasce come emporio della Città di Segesta, il luogo, cioè, dove gli Elimi, antico quanto misterioso popolo, esercitavano i loro commerci con le navi straniere. La storia della cittadina del golfo, perciò si identifica almeno sino al all’827 d.C., quando divenne araba, con la città di Segesta poiché di questa subi le stesse vicende. In perenne contrasto con i Greci della vicina Selinunte, con la quale ingaggio spesso cruente battaglie per il dominio delle terre e la difesa del territorio, l’importante centro elimo orbitò sempre intorno alla potenza cartaginese che fece dell’emporio segestano una delle più importanti stazioni fortificate del bacino settentrionale della Sicilia. Tramontato nell’Isola l’astro greco, la potenza cartaginese dovette, quindi, misurarsi con altri e ben più accaniti nemici: i Romani. Le guerre puniche, infatti, furono l’ultimo atto della vicenda cartaginese e, quindi, anche di Segesta ma non dell’antico emporio. I vincitori, infatti, comprendendo appieno l’importanza, lo ripopolarono, conservandone e potenziandone le caratteristiche militari.

AL MADARIG
Furono gli Arabi che connotarono il centro ribattezzato Al Madarig ovvero “gli scalini“, forse dalla montagna che sovrasta l’abitato oppure per la scalinata che dal vecchio borgo conduce fino al mare, come una roccaforte, resa inespugnabile con la costruzione del fortilizio e come polo di grande importanza commerciale, con l’insediamento della tonnara e del caricatore.

CASTRUM AD MARE
Della successiva epoca Romana e Sveva tra il 1071 e il 1280, poche notizie sono giunte a noi, ma è probabile che quest’ultimo periodo abbiano ulteriormente e meglio fortificato Al Madarig che, con la costruzione della fortezza del mare prese a chiamarsi Castello a Mare. Si deve tuttavia, agli Aragonesi, cui la città passo dopo il vespro, la definitiva sistemazione della possente fortificazione. Nel periodo Aragonese che dal 1281 al 1410, quindi la cittadina fu terra baronale di proprietà di Federico d’Antiochia e divenne importante polo commerciale legato all’esportazione del grano. L’ulteriore sviluppo di Castellammare del Golfo, che con alterne fortune, conservò la sua qualità di porto, è infine da ascriversi al periodo che va dal seicento all’ ottocento, quando la città vide un crescente e notevole sviluppo. Oggi Castellammare, grazie ad un patrimonio di valore inestimabile, costituito dalla straordinaria bellezza naturalistica delle sue coste e del suo immediato entroterra, si è giustamente proposta come importante polo di attrazione turistica che molto può offrire ai suoi visitatori.

RISERVA DELLO ZINGARO La prima riserva naturale istituita in Sicilia ingloba un tratto di circa sette chilometri di cost...
06/02/2015

RISERVA DELLO ZINGARO

La prima riserva naturale istituita in Sicilia ingloba un tratto di circa sette chilometri di costa splendida ed assolutamente incontaminata, affacciata sul Golfo di Castellammare, nonché la catena di montagne che fa da magnifica cornice alle piccole calette ed ai suggestivi strapiombi sul mare. Importantissima per la grande ricchezza di piante rare ed endemiche, lo Zingaro lo è forse di più dal punto di vista faunistico: l’esistenza di nicchie ecologiche molto varie consente una diversità faunistica elevata non riscontrabile in altri luoghi dell’isola. Allo Zingaro infatti, nidificano si riproducono almeno trentanove specie di uccelli, principalmente rapaci, tra i quali il falco pellegrino, il gheppio e la poiana. L’area della riserva riveste anche una grande importanza in quanto nella spettacolare Grotta dell’Uzzo ha avuto sede uno dei primi insediamenti preistorici della Sicilia. Magnificamente organizzata dal punto di vista della fruizione, sentieri con precise indicazioni, rifugi, punti d’acqua, aree attrezzate, musei, parcheggi auto, ecc…, la Riserva dello Zingaro è visitabile solamente a piede, non esistono al suo interno strade carrabili. Proponiamo di seguito in maniera succinta, tre percorsi più rappresentativi dei vari aspetti dello Zingaro: il primo si snoda interamente lungo la costa, tra l’ingresso sud-est versante Scopello e l’ingresso Nord versante San Vito Lo Capo; il secondo interessa per metà per poi inoltrarsi in una delle zone dello Zingaro Alto e fa ritorno al mare; il terzo, infine, il più impegnativo, è praticamente un tour completo, interessando sia la costa che l’intera parte alta della Riserva dello Zingaro. Tutti i sentieri son ben supportati da adeguata segnaletica.
I° Percorso, Sentiero Principale: ingresso Sud-Est versante Scopello, Punta della Capreria, Cala del Varo, Cala Disa, Zingaro, Cala Marinella, Tonnarella dell’Uzzo, Ingresso Nord della Riserva versante San Vito Lo Capo. Lunghezza sette chilometri circa, andamento pianeggiante, durata 2/3 ore, rifornimenti d’acqua ai rifugi Capreria, Varo e Uzzo.
II° Percorso, Mare Monti: ingresso Nord versante San Vito Lo Capo, Tonnarella dell’Uzzo, Rifugio Uzzo, Grotta dell’Uzzo, Marinella, Contrada Sughero, Baglio Cusenza, Canalone e Grotta mastro Peppe Siino, Rifugio Uzzo, Ingresso Nord della Riserva. Lunghezza sette chilometri circa, durata ¾ ore, rifornimenti d’acqua al rifugio dell’Uzzo, pozzo in c.da Sughero, abbeveratoio a Baglio Cusenza.
III° Percorso, Zingaro Alto: ingresso Sud, Baglio Cusenza, Contrada Sughero, Monte Passo del Lupo, Portella Mandria Nuova, Pizzo Aquila, Monte Speziale, Pianello, Monte Scardina, Pizzo Passo del Lupo, Pizzo Corvo, Marinella, ingresso Sud. Lunghezza dieci chilometri circa, urata 7/8 ore, andamento misto, rifornimenti d’acqua al pozzo in c.da Sughero, al Baglio Cusenza e in contrada Pianello.

SCOPELLOL’antico borgo marinaro di Scopello, si affacia sul Golfo di Castellamare a pochi chilometri dalla stessa cittad...
06/02/2015

SCOPELLO

L’antico borgo marinaro di Scopello, si affacia sul Golfo di Castellamare a pochi chilometri dalla stessa cittadina, il nome deriva dal greco Skopelòs che vuol dire scoglio e sorgerebbe sul sito della mitica città di Cetaria, cosi chiamata per eccezionale abbondanza di tonni esistenti sul suo mare. Furono gli Arabi a dare il nome di Iscubul a questo sito e nel seicento edificarono il Baglio, termine arabo “bahal” che vuol dire cortile, circondato da poche case addossate, una piazzetta lastricata un abbeveratorio in pietra, e furono gli stessi arabi a ristrutturarvi la tonnara, una volta distrutta la città di Cetaria. Oggi il complesso della Tonnara di Scopello è in disarmo , la pesca de tonno, fatta dalle vecchie tonnare non è più redditizia, ma tutto è rimasto perfettamente funzionante ed efficiente, dal complesso dei magazzini al baglio, dalle abitazioni alle barche ed alle reti: silenti testimoni di un’antica civiltà marinara ormai pressocchè scomparsa in tutta la Sicilia. Proprio in questo specchio d’acqua è stato realizzato il percorso archeologico “Museo Sommerso”. Su un fondale da i 16 e 18 metri, si possono ammirare colli d’anfora, puntali e frammenti di varie epoche, oltre ad una macina di pietra probabilmente utilizzata come zavorra. I reperti hanno un etichetta di cui è descritta la tipologia e il periodo di appartenenza. Alta, si erge la torre Bennistra (XVI sec.) che sovrasta la verde vallata. Più su verso la vertigine di Monte Sparagio (1200mt), il Bosco di Scopello, un tempo dimora di cervi, lupi e cinghiali, ricorda le battute di caccia di Ferdinando III di Borbone, che lo elesse a rango di riserva reale. Teatro di vicende storiche, Scopello e il suo territorio sono avvolte da un alone di mistero alimentato dalle leggende e dai racconti dei vecchi del paese. Un' atmosfera accattivante, coinvolgente, come l'ospitalità e la disponibilità degli scopellesi. La cucina tradizionale a base di pesce, le specialità gastronomiche della civiltà agricola, le ceramiche di scuola locale, le rassegne e le manifestazioni culturali, la possibilità di alloggiare in comode case e in confortevoli pensioni, offrono ai visitatori l' opportunità di trascorrere uno straordinario soggiorno, in cui natura e cultura gareggiano indimenticabilmente.

Indirizzo

Via Francesco Crispi, 110
Palermo
90139

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