Più Europa La Spezia

Più Europa La Spezia Siamo convinti che per affrontare le questioni del nostro tempo occorrano risposte che può dare solo un’Italia più europea in un’Europa unita e democratica

27/05/2026

Tre anni fa ci lasciava Roberto Cicciomessere.

Molti giovani italiani non hanno idea di quanto gli debbano.

Radicale, antimilitarista, protagonista delle grandi battaglie civili italiane.

Nel 1972 diede fuoco alla cartolina precetto e finì in carcere per la sua obiezione di coscienza al servizio militare.
Quella scelta contribuì a cambiare la storia dei diritti nel nostro Paese, a rendere non più obbligatoria la leva per milioni di ragazzi, a porre il tema della militarizzazione delle coscienze.

Tra i fondatori del Partito Radicale, fu artefice delle prime trasmissioni delle sedute integrali dal Parlamento nel nome del diritto all’informazione dei cittadini da cui nacque Radio Radicale.

Rigoroso, intransigente, coraggioso dissacrante, di generosità sconfinata, come senza confini era la sua passione per la politica.

Ci manchi, Roberto, maestro di nonviolenza. A te dobbiamo se questo paese e questo mondo sono un pochino migliori.
Parlare di te, oggi, significa ricordare che ogni diritto conquistato nasce da chi ha trovato il coraggio e la forza di reagire alle ingiustizie.

Ci manchi, ogni giorno.

22/05/2026
20/05/2026

Ancora una volta la flotta israeliana ferma in acque internazionali le imbarcazioni della Flotilla.

L’ennesimo atto di pirateria in spregio alle regole.

L’Unione europea intervenga e i capi di stato e di governo dei paesi membri intervengano per mettere fine a questi abusi, che proseguono anche su terra ferma una volta tratti in arresto gli attivisti.

Anche questo sarà messo sul conto di Netanyahu quando sarà chiamato a rispondere delle sue azioni davanti alla giustizia internazionale.

19/05/2026

Con Marco c’è sempre stato un rischio: trasformarlo in un’icona rassicurante, dimenticando quanto le sue battaglie continuino ancora oggi a disturbare le coscienze e a mettere la politica davanti alle proprie responsabilità.

Oggi le carceri italiane vivono una condizione che definire drammatica non basta più: oltre 64 mila detenuti, istituti sovraffollati oltre il 120%, suicidi in aumento, carenza di assistenza sanitaria.

Di fronte a tutto questo, la politica continua troppo spesso a oscillare tra propaganda e rimozione.

Per questo abbiamo presentato una proposta di legge costituzionale per rendere di nuovo praticabili amnistia e indulto, restituendo al Parlamento la possibilità di decidere.

Marco indicava la luna. Troppo spesso la politica continua a guardare il dito.

👉 Leggi l’articolo completo di Emma Bonino e Riccardo Magi sul sito di La Repubblica

17/05/2026

Con Marco c’è sempre stato un rischio: trasformarlo in un’icona rassicurante, dimenticando quanto le sue battaglie continuino ancora oggi a disturbare le coscienze e a mettere la politica davanti alle proprie responsabilità.

Oggi le carceri italiane vivono una condizione che definire drammatica non basta più: oltre 64 mila detenuti, istituti sovraffollati oltre il 120%, suicidi in aumento, carenza di assistenza sanitaria.

Di fronte a tutto questo, la politica continua troppo spesso a oscillare tra propaganda e rimozione.

Per questo abbiamo presentato una proposta di legge costituzionale per rendere di nuovo praticabili amnistia e indulto, restituendo al Parlamento la possibilità di decidere.

Marco indicava la luna. Troppo spesso la politica continua a guardare il dito.

👉 Leggi l’articolo completo di Emma Bonino e Riccardo Magi su La Repubblica (link nelle storie).

12/05/2026

Il 12 maggio 1977 Giorgiana Masi era in piazza a Roma durante una manifestazione indetta dal Partito Radicale per celebrare l’anniversario del referendum sul divorzio, raccogliere firme per altri 8 quesiti e chiedere la fine delle restrizioni alle libertà civili.

Il ministro dell’Interno Francesco Cossiga aveva infatti vietato tutte le manifestazioni pubbliche a Roma nel nome della sicurezza in un clima di forte tensione sociale.

Molte persone quel giorno decisero comunque di scendere in piazza per rivendicare il diritto a manifestare. Nel corso della giornata ci furono cariche della polizia, scontri e spari. Giorgiana Masi fu colpita a morte nei pressi di Ponte Garibaldi mentre era di spalle.

Lo Stato non ha mai voluto accertare le responsabilità della sua uccisione.

Roberto Cicciomessere, qualche settimana dopo l’uccisione di Giorgiana Masi scrisse: “Sentii decine di persone, chiesi a tutti i fotografi di consegnare i loro scatti. Tutti ricordano la foto di Giovanni Santone, il poliziotto in borghese ma la testimonianza fondamentale è un’altra: un video girato in super 8 da una signora che abitava in piazza della Cancelleria in cui si vedono chiaramente due poliziotti in divisa, nascosti dietro le colonne, che estraggono la pi***la dalla fondina e sparano ad altezza uomo”.

Il suo “Cronaca di una strage” era un lungo atto d’accusa contro le forze dell’ordine con decine di foto di poliziotti armati e testimonianze che smentivano le parole dell’allora sottosegretario Lettieri che aveva detto che le forze di polizia non avevano fatto uso di armi da fuoco.

Il nome di Giorgiana Masi è diventato simbolo della richiesta di verità, giustizia e libertà democratica. A quasi cinquant’anni di distanza, ricordare Giorgiana Masi significa anche ricordare quanto siano preziosi i diritti di manifestare, dissentire e partecipare alla vita pubblica senza violenza.

🌹

11/05/2026

Se è vero che c’è un’apertura sul tema del fine vita, come annunciato anche da Forza Italia, è un fatto positivo.

Ma attenzione: purché non si tratti di un testo addirittura peggiorativo rispetto ai principi già stabiliti dalla Corte Costituzionale, come nel caso del testo Zullo-Zanettin.

Noi siamo pronti a verificarlo ma diremo no ad una legge scritta per compiacere il Vaticano e i Pro-life che toglie diritti anziché riconoscerne di nuovi.

Il diritto al fine vita è una questione seria e delicatissima che riguarda le vite e le sofferenze di molte persone, su cui da decenni tutti i maggiori partiti presenti in Parlamento hanno fatto ricorso al mutismo selettivo.

Se la volontà di fare un passo in avanti è reale, allora si parta dalla proposta Coscioni al Senato oppure da quella di +Europa alla Camera.
Il timore è che l’apertura sia soltanto un’operazione mediatica destinata a cadere nel nulla, come già avvenuto sul tema della cittadinanza e dello Ius Scholae.

09/05/2026

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La Spezia

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Mercoledì 15:00 - 17:00
Giovedì 15:00 - 17:00

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