Cooperativa Nova Casa

Cooperativa Nova Casa La Cooperativa Nova Casa è una Cooperativa di Edilizia Sociale attiva da diversi anni nella zona di Cosenza e provincia.

Vendita di appartamenti di edilizia sociale residenziale agevolata da contributo regionale a fondo perduto prima casa.

Manutenzione ordinaria e straordinaria: quali le differenze e le conseguenze.I lavori di ristrutturazione edilizia non s...
23/04/2019

Manutenzione ordinaria e straordinaria: quali le differenze e le conseguenze.

I lavori di ristrutturazione edilizia non sono tutti uguali e possono rientrare in addirittura 6 differenti categorie di intervento: quelli di manutenzione ordinaria o straordinaria, in particolare, comportano notevoli differenze, vediamo quali.


Nel caso in cui stiate pensando di eseguire dei lavori di ristrutturazione sulla vostra abitazione o sulle parti comuni di un condominio, è fondamentale distinguere se questi interventi rientrano nella casistica della manutenzione ordinaria o in quella straordinaria. Molto spesso ci è capitato di parlare di una o dell’altra, da questa distinzione dipendono una serie di differenze, in primis la necessità di avviare pratiche, presentare comunicazioni o ricevere autorizzazioni comunali per eseguire i lavori, ma anche per capire se esiste la possibilità di ricevere delle detrazioni fiscali. In caso di dubbio, comunque, l’unico modo per avere la certezza di rientrare in una o nell’altra tipologia, è consultare l’Ufficio tecnico comunale.

Vediamo dunque cosa si intenda per manutenzione ordinaria e cosa per manutenzione straordinaria e quali lavori rientrano in una o nell’altra categoria.

Tipologie di interventi edili.
A tal proposito, occorre precisare che la manutenzione ordinaria e quella straordinaria non sono le uniche due tipologie di interventi esistenti. Inoltre, la distinzione non è precisata dalla legge e non esiste una lista completa dei lavori che esse comprendono. Facciamo riferimento al “Testo unico dell’edilizia”, DPR n° 380/2001 art. 3, per distingue 6 diverse categorie:
Manutenzione ordinaria;
Manutenzione straordinaria;
Restauro e risanamento conservativo;
Ristrutturazione edilizia;
Nuova costruzione;
Ristrutturazione urbanistica.
Al fine, ad esempio, della fruizione del Bonus Ristrutturazione al 50%, le categorie che ci interessano sono le prime 4. Alcuni interventi però, in base a diverse condizioni, possono rientrare in una casistica piuttosto che in un’altra. Facciamo un esempio: il rifacimento del pavimento è un lavoro di manutenzione ordinaria, ma se si tratta della pavimentazione del bagno a seguito del rifacimento dell’impianto idrico, allora questa opera sarà di manutenzione straordinaria.
Quello che diremo di seguito, dunque, non è una classificazione univoca, ma una linea guida che può aiutare ad orientarsi tra le varia categorie.

Perché distinguere tra ordinaria e straordinaria.

La distinzione tra le due casistiche di manutenzione è importante perché da essa dipendono le differenti pratiche da avviare per eseguire i lavori scelti. Negli ultimi anni, inoltre, come detto, risulta importante anche per valutare la possibilità o meno di usufruire di sgravi fiscali previsti per legge. Entriamo nello specifico cominciando a definire cosa comporta l’appartenenza ad una tipologia o nell’altra:
La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è richiesta e necessaria per opere di manutenzione straordinaria, ma non per quelle di manutenzione ordinaria;
I lavori di manutenzione straordinaria sulle singole unità immobiliari godono delle detrazioni date da Bonus Ristrutturazione, Ecobonus, Bonus Mobili e Bonus Verde. I lavori eseguiti sulle parti comuni dei condomini, invece, usufruiscono delle medesime detrazioni sia per i lavori di manutenzione straordinaria, che ordinaria;
A seconda del tipo di lavori eseguiti si può fruire di incentivi locali e/o nazionali oppure differiscono gli oneri da versare. Ad esempio: il versamento dell’IVA sui materiali e la manodopera si applica sia per la manutenzione ordinaria, che per quella straordinaria.

Manutenzione ordinaria.
Per manutenzione ordinaria si intendono tutti i lavori di riparazione e/o mantenimento in efficienza di un immobile. Rientrano, dunque, quelli di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture dell’immobile, ma anche le opere mirate al mantenimento o all’integrazione degli impianti tecnologici esistenti. Tutti questi interventi, quindi, possono essere eseguiti senza il rilascio di alcun titolo abilitativo, rientrando quindi nella casistica dell’edilizia libera.
Vediamo alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria.
Manutenzione dell’impianto riscaldamento, elettrico o gas;
Riparazione, rinnovamento e sostituzione di porte, finestre e lucernari (senza cambio di dimensione);
Riparazione, rinnovamento e sostituzione di pavimenti, esterni e interni;
Demolizione e ricostruzione di intonaci;
Realizzazione di controsoffitti in cartongesso;
Tinteggiatura di interni ed esterni;
Sostituzione di caldaie e radiatori;
Rinnovamento dei sanitari;
Sostituzione delle piastrelle del bagno;
Montaggio di pannelli solari e impianti fotovoltaici (fuori dai centri storici);
Installazione/sostituzione di elementi esterni come citofoni, videocitofoni, antenne e telecamere, tende da sole, ringhiere, parapetti, recinzioni, muri di cinta, grondaie, davanzali, cornicioni, tegole;
Eliminazione di barriere architettoniche che non comportino l’alterazione della sagoma dell’edificio.
Tutti gli interventi appena elencati, ad esempio, godono dei Bonus Fiscali sulla casa solo se eseguiti sulle parti comuni di edifici condominiali.

Manutenzione straordinaria.
I lavori di manutenzione straordinaria, in genere, sono lavori più complessi rispetto a quelli di manutenzione ordinaria. Rientrano, infatti, in questa tipologia le opere che comportano una modifica o una sostituzione di elementi strutturali, ma anche quelli che determinano un’innovazione, come la realizzazione ex novo di impianti tecnologici. Questo, però, a condizione che tali interventi non alterino la volumetria complessiva dell’edificio o non modifichino la destinazione d’uso dell’immobile.

L’esecuzione di questi lavori, come si diceva poc’anzi, va segnalata all’Ufficio tecnico comunale, mediante le apposite procedure. In particolare, sono soggetti alla presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) quando l’intervento riguarda opere strutturali, come:
Lo spostamento, la demolizione o l’aggiunta di un tramezzo;
Le opere di consolidamento statico;
La ristrutturazione integrale di un bagno, inclusi gli impianti idrici;
Il rifacimento di rampe e di scale;
Il rifacimento di tetti e sottotetti;
Gli interventi finalizzati al risparmio energetico.
Sono invece soggetti alla presentazione della CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), invece, i lavori come:
L’allacciamento o il rifacimento di fognature esistenti con modifiche del percorso;
Lo spostamento di tramezzi non portanti;
Le modifiche al dimensionamento e alla collocazione di porte ed infissi;
La realizzazione di una piscina esterna;
Il frazionamento e accorpamento delle unità immobiliari.

Migliorie alla casa in costruzione: cosa sono i lavori extra capitolato.Il capitolato è il documento in cui sono contenu...
23/04/2019

Migliorie alla casa in costruzione: cosa sono i lavori extra capitolato.

Il capitolato è il documento in cui sono contenute tutte le caratteristiche tecniche dell’abitazione in costruzione, ma l’acquirente può richiedere all’impresa costruttrice dei cambiamenti “extra capitolato” per migliorarne le condizioni di abitabilità.

Quando si opta per l’acquisto di una casa in costruzione si ha fondamentalmente due importanti vantaggi. In primo luogo, in genere, il prezzo dell’immobile sarà un po’ inferiore rispetto a quello che sarebbe per l’immobile fatto e finito. Il secondo vantaggio, invece, è che è possibile, nella stragrande maggioranza dei casi, apportare modifiche e migliorie all’abitazione, perché questa risponda meglio alle proprie esigenze. In linea di massima, sarà possibile decidere sulle finiture e modificare alcuni aspetti funzionali dell’appartamento. Questo secondo vantaggio è reale, ma ha delle limitazioni: occorre infatti porre attenzione alle condizioni che regolano i lavori extra capitolato.

Scopriamo dunque cosa sia il capitolato e cosa si intenda per lavori extra capitolato . Il capitolato di costruzione. Il capitolato è un documento di carattere tecnico, che deve essere necessariamente parte integrante del contratto di acquisto di un’abitazione ancora in costruzione. È lo stesso per tutto l’edificio in costruzione, cambiando da un appartamento a un altro solo per quello che riguarda le quantità. Questo documento contiene numerose caratteristiche tecniche dell’immobile, descritte rigorosamente in modo analitico e qualitativo, quali:
La tipologia dei materiali usati;
Le planimetrie e i requisiti dei singoli alloggi;
Le finiture interne ed esterne;
L’impiantistica;
La sistemazione delle eventuali parti esterne, come il giardino o il cortile;
Le modalità e le fasi di esecuzione dei lavori.
Lavori extra capitolato. In genere, l’impresa costruttrice dell’immobile lascia la possibilità al compratore di adattare l’appartamento in base alle proprie necessità, sia nella distribuzione degli spazi interni, che nella scelta di finiture e materiali. Fermo restando, ovviamente, che la fase di costruzione dell’edificio permetta ancora i cambiamenti proposti.

Questi interventi, approvati in accordo dalle parti, si definiscono proprio lavori extra capitolato. La dicitura “extra capitolato”, infatti, comprende tutto ciò che non è previsto nel capitolato, dall’aggiunta di prese elettriche all’installazione di sanitari particolari, fino all’uso di ogni materiale diverso da quello previsto.

Essendo nel capitolato di costruzione espressa la qualità minima da rispettare per ogni elemento di ogni ambiente di ogni appartamento, è ovvio che quanto richiesto in extra capitolato debba necessariamente essere un miglioramento dell’abitazione, cosa che comporterà inevitabilmente anche un aumento del prezzo dell’abitazione stessa.

I lavori extra capitolato non possono mai essere effettuati dall’impresa in autonomia e devono sempre essere richiesti o approvati dal committente. D’altra parte, prima di autorizzare qualsiasi intervento di modifica rispetto al capitolato, è indispensabile che l’acquirente prenda visione del preventivo di spesa per quel cambiamento e che si metta su carta quanto deciso dall’impresa. In modo da evitare qualsiasi contenzioso.

Extra capitolato.
Tutto sui lavori extra capitolato.
Il preventivo.
Il preventivo redatto per i lavori extra capitolato può essere di tre tipi ed è bene tenere a mente questa distinzione. In base al tipo di intervento, questi lavori si definiscono:
A corpo, se si intende un lavoro il cui importo, stabilito all’inizio, è fisso e invariabile;
A misura, se prevedono il pagamento di quanto effettivamente realizzato, quindi l’importo può subire dei cambiamenti, anche se in genere limitati;
In economia, quando è previsto un pagamento in base al numero delle ore impiegate per la realizzazione e alla quantità dei materiali effettivamente impiegati: questa formula si usa per tutti quei lavori per i quali è difficile quantificare a priori la mole di tempo necessaria e i materiali che si utilizzeranno. Per valutare il costo di un lavoro in economia esistono delle tabelle dedicate, emanate dalle amministrazioni provinciali.
Agevolazioni IVA prima casa. L’IVA agevolata al 4% sull’acquisto della prima casa – per tutti i bonus e le agevolazioni riguardanti l’acquisto di abitazioni adibite a prima casa guarda questo interessante video – si applica anche ai lavori extra capitolato commissionati a una ditta appaltatrice da un contribuente, che possiede i requisiti prima casa.

L’unica accortezza che bisogna avere è che, anche dopo la conclusione degli interventi commissionati, l’abitazione rimanga non di lusso: sono quindi accettate tutte le migliorie che contribuiscono ad aumentare l’abitabilità di una casa, ma non quelle che la renderebbero di lusso.

Ristrutturare un appartamento: come scegliere un’impresa?Quale impresa scegliere per ristrutturare un appartamento? In q...
23/04/2019

Ristrutturare un appartamento: come scegliere un’impresa?
Quale impresa scegliere per ristrutturare un appartamento?

In questo articolo spieghiamo come fare per ottenere il miglior servizio, al minor prezzo possibile.

Ristrutturare un appartamento è un impegno gravoso, e non solo dal punto di vista economico. È, infatti, anche un momento di scelte. Degli interventi, certo, ma anche dell’impresa edile che li realizzerà. Scegliere l’impresa più adatta alle proprie esigenze non è affatto semplice. In questo articolo offriamo qualche consiglio per decidere nel migliore dei modi. Impresa per ristrutturare un appartamento: l’approccio corretto.

Se avete l’intenzione di ristrutturare un appartamento dovreste porre la massima attenzione nella scelta dell’impresa edile. L’offerta è molto abbondante, e vi è il rischio di affidarsi a una realtà mediocre, o che semplicemente si rivela al di sotto delle proprie aspettative. Prima di fornire consigli specifici per scegliere la migliore delle imprese possibile, è bene spendere qualche parola sull’approccio che, in generale, si dovrebbe tenere in questi casi.
Tale approccio consiste, molto banalmente, nel valutare contemporaneamente molte opzioni, e non fermarsi alle prime due o tre in cui ci si imbatte. Niente paura, non siete costretti a sfogliare le Pagine Gialle o googlare a casaccio. Vi basta fare riferimento ai portali di confronto preventivi, risorse molto utili non solo per comparare i prezzi, ma anche, più prosaicamente, per trovare ed entrare in contatto con professionisti e imprese.

Se si parla di edilizia, il miglior portale di confronto preventivi in circolazione è Edilnet.it. Il ruolo dell’impresa. Prima di offrire consigli pratici per valutare e scegliere l’impresa per ristrutturare un appartamento, è bene descrivere il ruolo che le imprese edili ricoprono in questo genere di attività.

Infatti, un’impresa non vale l’altra. Anzi, da essa dipende la qualità del lavoro finale. Questo perché c’è modo e modo di condurre un intervento edilizio. Certo, le tecniche più moderne sono di dominio pubblico, ma non è detto che tutte le imprese sappiano padroneggiarle. Anzi, spesso non è così.

Dunque, prima di affidarsi a una impresa in particolare è bene pensarci due volte. Nello specifico, è necessario verificare la presenza di particolari competenze, le quali non si esauriscono nel campo della mera tecnica. Come riconoscere una buona impresa. Dunque, il passaggio principale da effettuare quando si sta cercando una buona impresa per ristrutturare un appartamento consiste, appunto, nella verifica di determinate competenze. Come fare?

Ristrutturare un appartamento.
Scopriamo come scegliere l’impresa giusta per ristrutturare un appartamento.
Certo, non è semplice: anche perché spesso la materia in oggetto (edilizia, scienze delle costruzioni etc.) non è di dominio pubblico. Ci si potrebbe far aiutare da qualche amico che abbia compiuto un percorso di studi affine, ma anche se si agisce in completa autonomia i margini di movimento non sono affatto risicati. Il consiglio, in questo caso, è di interloquire con l’impresa, porre domande, chiedere informazioni. Meglio se agli ex clienti, quando se ne ha possibilità, ma anche ai rappresentanti dell’impresa stessa. In questo modo emergerà, in un modo o nell’altro, il bagaglio tecnico dell’impresa (a prescindere da quanto ricco esso sia). Dunque, vi ritroverete tra le mani gli strumenti migliori per giudicare.

Il secondo passaggio riguarda invece il prezzo. Non basta che una impresa edile sia all’altezza della situazione per meritare una preferenza. È necessario che sia anche conveniente, o comunque in grado di esprimere un buon rapporto qualità prezzo. Anche da questo punto di vista, non è possibile sfuggire alla logica comparativa. Dunque, richiedete preventivi dettagliati. Non temete di subire un rifiuto: una impresa che non concede il preventivo si qualifica da sola, e si merita l’esclusione in quanto manchevole di un requisito principale: la trasparenza. Consigli per risparmiare.

Prima di tutto, una precisazione: il risparmio a tutti i costi è un obiettivo percorribile? A ben vedere, no. Anzi, agire seguendo questo approccio può essere molto pericoloso, in quanto non tiene conto del requisito di competenza.

Le conseguenze, in termini di qualità del risultato finale, possono essere disastrose. Dunque, è bene ridefinire il proprio obiettivo. Questo non dovrebbe essere tanto il risparmio tout court, quanto la ricerca del miglior rapporto qualità prezzo possibile. In questo modo, da un lato si preserva il concetto di qualità, dall’altro si concede il giusto spazio alle (pur importanti) tematiche economiche.

Detto questo, come fare? Come fare per risparmiare e allo stesso tempo affidarsi a una buona impresa?

Il consiglio, nuovamente, è brandire l’arma del preventivo.
Contattate più imprese possibili (magari attraverso i servizi erogati da Edilnet.it);
Chiedete il preventivo a ciascuna di esse (di nuovo, attraverso Edilnet.it);
Confrontate le ipotesi di costo così ottenute;
Individuate la soluzione che vi offre le migliori garanzie in termini di rapporto qualità prezzo;
Chi segue questo metodo alla lettera, e soprattutto lo fa con impegno, è in grado di risparmiare anche il 20 o il 50% della spesa media, pur godendo di un servizio di qualità elevata.

Bonus Ristrutturazione 2019: tutto sulla detrazione al 50%.Per poter beneficiare di una qualsiasi detrazione fiscale, oc...
23/04/2019

Bonus Ristrutturazione 2019: tutto sulla detrazione al 50%.

Per poter beneficiare di una qualsiasi detrazione fiscale, occorre conoscere a menadito la normativa a riguardo. In questo articolo troverete tutte le informazioni di base per usufruire dell’agevolazione al 50% per gli interventi di recupero e ristrutturazione edilizia. Ovvero il Bonus Ristrutturazione!


Anche per il 2019, sono stati confermati, in parte o in toto, i Bonus Fiscali sulla casa che abbiamo conosciuto lo scorso anno. La detrazione probabilmente più apprezzata, sicuramente la più sfruttata dagli italiani, è quella riguardante gli interventi di recupero e ristrutturazione edilizia. Il Bonus Ristrutturazione 2019, come lo scorso anno, permette di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per lavori effettuati entro il 31 dicembre dell’anno in corso. Il limite massimo di spesa agevolabile è 96.000 euro: le detrazioni verranno rese in 10 rate annue di ugual importo ciascuna, da quest’anno in corso in poi. Il Bonus si rivolge sia a chi intenda intervenire sulla propria singola unità immobiliare, che per i contribuenti che si impegnino a ristrutturare le parti comuni del proprio condominio.

Per capire meglio cosa si intenda per “limite massimo di spesa agevolabile”, facciamo subito due esempi:
Se compio interventi per un totale di 50.000 euro (e questo caso include fino ad una spesa di 96.000 euro), potrò agevolare l’intero importo al 50%;
Se, invece, la spesa totale ammonta, ad esempio, a 130.000 euro, 96.000 euro potranno essere agevolati al 50%, mentre i restanti 34.000, no.
Attenzione, perché ciascun contribuente ha diritto a detrarre, anno dopo anno, solo la quota spettante entro i limiti IRPEF dovuti per l’anno in questione. L’eccedente non può essere rimborsato, né accumulato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.

La detrazione del 50% può essere fruita anche per l’acquisto di fabbricati a uso abitativo ristrutturati. A patto che: 1) l’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dalla fine dei lavori; 2) i lavori devono aver coinvolto l’intero edificio; 3) devono essere stati svolti da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare o da cooperative edilizie.

Indice:
Chi può beneficiare del Bonus Ristrutturazione?
Quali sono gli interventi agevolabili?
Tipologie di lavori detraibili al 50%.
Altre tipologie di intervento.
Altre spese agevolabili.
Come beneficiare del Bonus Ristrutturazione.
Chi può beneficiare del Bonus Ristrutturazione? A poter fruire della detrazione, sono tutti i contribuenti, anche non residenti in Italia, con l’unico requisito di essere assoggettati all’IRPEF. Per ottenere l’agevolazione è sufficiente essere titolari di un diritto reale su un immobile, dunque:
Proprietari di immobili residenziali;
Nudi proprietari e titolari di un diritto reale di godimento, ovvero di usufrutto, uso, abitazione o superficie;
Locatari e comodatari;
Soci di cooperative divise e indivise;
Imprenditori individuali, ma solo per immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
Soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir (Dpr 917/1986).
RistrutturazioneTutto ciò che occorre sapere sul Bonus Ristrutturazione 2019.

Inoltre, possono fruire del Bonus Ristrutturazione , e quindi usufruire della detrazione al 50% anche:
Il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile (ovvero parenti fino al terzo grado e affini entro il secondo). L’unico requisito è che i bonifici delle spese siano intestati a lui;
Il promissario acquirente, a patto che: abbia il possesso dell’immobile; esegua gli interventi a proprio carico; il compromesso sia già registrato;
Chi esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico, ma sono nella parte di spesa sostenuta per l’acquisto dei materiali utilizzati.
Parlando di edifici condominiali, infine, la detrazione spetta ad ogni singolo condomino, nel limite della quota a lui imputabile. Unica condizione è che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi. Quali sono gli interventi agevolabili?

Per quanto riguarda le singole unità abitative, sono detraibili al 50%, grazie al Bonus Ristrutturazione, tutte le spese per lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Per unità immobiliare, si intendono immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e le loro pertinenze.

Parlando, invece, degli interventi realizzati sulle parti comuni di edifici residenziali condominiali, sono agevolabili al 50% anche i lavori di manutenzione ordinaria. Oltre, ovviamente, a tutti quelli valevoli anche per le singole unità abitative. Per capire al meglio la differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria, vi consigliamo di leggere attentamente questo altro articolo. Tipologie di lavori detraibili al 50%. Le tipologie di interventi che rientrano nella casistica del Bonus Ristrutturazione 2019, come abbiamo detto, sono quattro. Vediamole nel dettaglio:
Manutenzione ordinaria (solo per le parti comuni di edifici condominiali). Rientrano in questa categoria: opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici; opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti; sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti; tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni; rifacimento di intonaci interni, impermeabilizzazione di tetti e terrazze, verniciatura delle porte dei garage;
Manutenzione straordinaria. Sono compresi lavori come: opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici; opere per realizzare ed integrare i servizi igienici e tecnologici; frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di interventi a condizione che non modifichino la volumetria e la destinazione d’uso (es. installazione di ascensori, rifacimento di scale, recinzioni, interventi di risparmio energetico, sostituzione di infissi);
Restauro e risanamento conservativo. Si intendono gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità. Questo con opere che rispettino gli elementi tipologici, formali e strutturali, e che ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili (adeguamento delle altezze dei solai, apertura di finestre);
Ristrutturazione edilizia. Ovvero gli interventi per trasformare un fabbricato con opere che possono portare a un corpo edilizio del tutto o in parte diverso dal precedente (come da esempio demolizione e ricostruzione; modifica della facciata; realizzazione di mansarde e balconi; apertura di porte e finestre; nuovi servizi igienici che ampliano la volumetria).
Altre tipologie di intervento. Anche quest’anno, nella casistica del Bonus Ristrutturazione 2019, rientrano altre tipologie specifiche di interventi. Sono tutte categorie mirate e tendenti ad un particolare miglioramento dell’unità immobiliare, della vita di chi ci abita o a salvaguardia del patrimonio personale e ambientale. Vediamo quali sono:
Interventi su immobili danneggiati da calamità, ma solo a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
Acquisto e costruzione di box, posti auto e autorimesse pertinenziali. Possono usufruire della detrazione d’imposta anche gli acquirenti di posti auto pertinenziali già realizzati;
Eliminazione delle barriere architettoniche (come l’installazione di ascensori e montacarichi o la realizzazione di strutture atte a migliorare la mobilità interna e la comunicazione delle persone con disabilità gravi);
Interventi per la prevenzione degli illeciti da parte di terzi, come furti, aggressioni e sequestri. Quindi, ad esempio, installazione di cancellate e recinzioni, grate sulle finestre, porte blindate, sistemi di allarme e videosorveglianza, vetri antisfondamento, casseforti, sostituzione di serrature;
Cablatura, riduzione e contenimento dell’inquinamento acustico;
Acquisto e installazione di impianti fotovoltaici di potenza fino a 20 kw per la produzione di energia elettrica ad uso domestico, con un conseguente e certificato risparmio energetico;
Adozione di misure antisismiche per la messa in sicurezza statica degli edifici;
Bonifica dall’amianto;
Interventi anti-infortuni domestici. In questo caso non è sufficiente l’acquisto di strumenti dotati di dispositivi di sicurezza. Per ottenere la detrazione è infatti necessario realizzare interventi sugli immobili o riparare gli impianti insicuri.
RistrutturazioneTutto ciò che occorre sapere sul Bonus Ristrutturazione 2019.
Altre spese agevolabili. Al di là della spesa sostenuta per la realizzazione dei lavori, si può ottenere la detrazione IRPEF del 50% sui costi dovuti per:
La progettazione degli interventi;
Le prestazioni professionali richieste dalla realizzazione dei lavori e l’acquisto dei materiali utilizzati;
La messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 sugli impianti elettrici e della Legge 1083/1971 sugli impianti a metano;
Le perizie, i sopralluoghi e le relazioni di conformità;
Iva, imposte di bollo, rilascio di autorizzazioni;
Oneri di urbanizzazione.
Come beneficiare del Bonus Ristrutturazione. Per fruire del Bonus Ristrutturazione al 50%, il proprietario di casa deve essere in possesso di tutti i titoli abilitativi necessari. Ad esempio, deve essere inviata, all’Azienda Sanitaria Locali competente nel territorio in cui è locato l’immobile, una comunicazione in cui sono specificati:
Le generalità del committente dei lavori e l’ubicazione dell’immobile;
La natura dell’intervento da realizzare;
I dati dell’impresa esecutrice dei lavori;
La data di inizio dei lavori.
Per gli interventi effettuati sulle parti comuni di un edificio condominiale, è necessaria la delibera di approvazione dei lavori da parte dell’assemblea condominiale. Occorre, inoltre, specificare la ripartizione delle spese e della detrazione in capo ad ogni condomino sulla base della tabella dei millesimali.


Nella dichiarazione dei redditi, inoltre, andranno indicati i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto. Il beneficiario delle agevolazioni deve trasmettere le informazioni sugli interventi effettuati ad ENEA, attraverso il sito, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo.

Infine, per usufruire della detrazione al 50% è necessario e imprescindibile che tutti i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale. In caso di più soggetti coinvolti, il bonifico deve riportare il codice fiscale di tutte le persone interessate a beneficiare della detrazione. Sono in caso non sia possibile pagare con un bonifico, allora sono ammesse altre modalità di pagamento, come nel caso degli oneri di urbanizzazione, autorizzazioni varie, ecc…

Specifichiamo che, in alcuni casi, ai servizi e ai beni necessari per lo svolgimento dei lavori di recupero degli immobili si applica l’aliquota IVA agevolata al 10%: per tutte le informazioni in merito, vi consigliamo di leggere questo articolo.

19/04/2019
COOP IL RAGGIO VERDE APRE IL LUOGO DI INCONTRO "WAKEHUB".È sviluppato dalla cooperativa sociale “Il Raggio Verde” e dal ...
12/04/2019

COOP IL RAGGIO VERDE APRE IL LUOGO DI INCONTRO "WAKEHUB".
È sviluppato dalla cooperativa sociale “Il Raggio Verde” e dal Comune di Lendinara “Wakehub”, un progetto per favorire l’incontro di giovani e la nascita di idee innovative. Lo spazio sarà inaugurato con il consueto taglio del nastro e la presentazione delle attività sabato 6 aprile, dalle ore 9.15, a Lendinara (Rovigo), in via Caduti del lavoro, 33.
Nel dettaglio, la mattinata si apre con i laboratori digitali inaugurali
per gli studenti della scuola media; a seguire la cerimonia di
inaugurazione con Luigi Viaro, sindaco di Lendinara, Federico
Amal, assessore alle Politiche giovanili e Gilberto Muraro, presidente di Fondazione Cariparo.
A presentare le attività del progetto, Stefano De Stefani, presidente della coop Il Raggio Verde e Serena Sterza, di Aps - Cosechesuccedono.Alle ore 15.30, dopo un momento di brindisi con la Coworkers Community, prende il via la sessione “Wakehub: per farsi un’idea”, con micro laboratori, dimostrazioni e incontri.
Wakehub intende essere un luogo di incontro, confronto e sperimentazione in cui una community di coworkers vocata all’innovazione promuove attività, iniziative e percorsi da laboratori scientifici a eventi di aggregazione, fino a campeggi e giornate di studio con la ricerca universitaria coinvolgendo diversi attori come aspiranti makers, istituti di credito, creativi e incubatori di impresa. Tali attività si differenzieranno per target, indicativamente under e over 18, con l’obiettivo di favorire la cultura della creatività digitalfriendly e di promuovere lo spirito di imprenditività connesso allo sviluppo di nuove professioni.
Per ulteriori informazioni: [email protected]

UNICAPI : CA' NOSTRA RADDOPPIA, ANZIANI E ASSISTENTI VIVONO INSIEME.“Ca’ Nostra”, l’innovativo modello di cohousing che ...
12/04/2019

UNICAPI : CA' NOSTRA RADDOPPIA, ANZIANI E ASSISTENTI VIVONO INSIEME.

“Ca’ Nostra”, l’innovativo modello di cohousing che coniuga centralità della domiciliarità con la cura e il bisogno di socialità, raddoppia: dopo l’esperienza avviata a Modena nel 2016, in un appartamento di via Tignale del Garda nasce “Ca Nostra 2”.
Il progetto di coabitazione tra anziani non autosufficienti con demenze o deficit cognitivi e assistenti famigliari è sostenuto dall’Assessorato al Welfare del Comune di Modena che ne ha affidato il coordinamento all’associazione Servizi per il Volontariato di Modena e nasce da un’idea dell’associazione G.P. Vecchi.
Giovedì 21 marzo promotori, operatori, volontari, ospiti e familiari si sono trovati in via Tignale del Garda 61 per spiegare il funzionamento della nuova coabitazione, possibile grazie all’alloggio che Unicapi ha messo a disposizione in un contesto di Social Housing consolidato e che è stato valutato positivamente dai soci condomini.
Ca' Nostra è gestita direttamente dalle famiglie organizzate nello
strumento riconosciuto dall’INPS della “Comunità Familiare”, intorno a cui opera la rete di associazioni e istituzioni del territorio.
Il modello di cohousing sperimentato in un quartiere residenziale di Modena con “Ca’ Nostra” rappresenta un’esperienza quasi inedita in Italia, anche se adottata con successo nel Nord Europa. Una ricerca condotta con il Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche di Unimore ne mette in luce i positivi risultati sociali ed economici, sia per quanto riguarda le risorse pubbliche (i costi sono più contenuti rispetto alle residenze protette e gli
ospiti condividono medico e geriatra) che il risparmio per le famiglie (assistenti domiciliari, vitto e utenze sono condivisi e altri servizi sono forniti gratuitamente); senza dimenticare le opportunità occupazionali create.
Soprattutto la dimensione famigliare e di comunità garantisce un’alta qualità di vita e si sono registrati miglioramenti comportamentali degli anziani, mentre l’organizzazione della Comunità, la condivisione e il supporto dei partner hanno anche alleggerito il carico assistenziale, materiale e psicologico in
capo ai familiari e riduce il burn out delle “badanti”. Inoltre, l’esperienza ha consentito di sviluppare un modello di welfare di comunità, flessibile e partecipativo, che amplia la gamma di risposte ai bisogni delle persone non autosufficienti. E il Comune ha inserito il modello nelle politiche di housing sociale e terza età, con l’obiettivo appunto di replicare l’esperienza.
Con queste premesse il Comune di Modena, assieme al Terzo Settore a ASVM, Unicapi e G.P.Vecchi, intendono replicare il modello con una nuova esperienza di cohousing nell’alloggio di via Tignale del Garda, in zona Sant’Agnese, che potrà ospitare fino a tre anziani.

Indirizzo

Via A. Scopelliti, 57-61
Cosenza
87100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
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