Donne fuori dal silenzio - Ciampino

Donne fuori dal silenzio - Ciampino Associazione di promozione sociale contro la violenza di genere

Lorena Isceri, 45 anni, è stata uccisa dall'ex compagno. L'ha chiusa nel bagagliaio ed è partito verso un viadotto suĺ'A...
04/09/2026

Lorena Isceri, 45 anni, è stata uccisa dall'ex compagno.

L'ha chiusa nel bagagliaio ed è partito verso un viadotto suĺ'A1.

Lorena non è morta perché una storia d'amore è finita.

È morta perché un uomo non ha accettato quella fine.

E questo, ancora una volta, è il punto da cui bisogna partire quando si parla di femminicidio.

Non chiamatelo raptus, non chiamatelo troppo amore, non chiamatelo follia.

Chiamatelo con il suo nome: FEMMINICIDIO

02/09/2026

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA della Deputata Stefania Ascari

Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

secondo quanto riportato in data 1° settembre 2026 da fonti di stampa, a Torino un commerciante, arrestato con l'accusa di aver commesso due violenze sessuali nell'arco di circa quaranta minuti all'interno del proprio esercizio commerciale, sarebbe stato scarcerato dopo appena due notti;

secondo le notizie disponibili, una delle vittime sarebbe una ragazza di appena 13 anni, mentre poco prima l'uomo avrebbe abusato di un'altra donna all'interno dello stesso esercizio;

i fatti contestati sarebbero stati documentati anche dalle telecamere presenti nel punto vendita, circostanza che rende il quadro descritto dalla stampa particolarmente grave e allarmante;

sempre secondo quanto riportato, il giudice per le indagini preliminari avrebbe disposto la scarcerazione dell'indagato valorizzando una sua asserita «resipiscenza», ossia il pentimento manifestato successivamente ai fatti;

fermo restando il principio costituzionale dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, nonché la presunzione di innocenza dell'indagato fino a sentenza definitiva, la vicenda pone interrogativi di carattere generale sull'effettività degli strumenti predisposti dall'ordinamento per la protezione delle vittime di violenza sessuale e, in particolare, dei minori;

se confermata la ricostruzione riportata dalla stampa, desta infatti fortissima preoccupazione che, a fronte di due presunte aggressioni sessuali commesse a brevissima distanza temporale, una delle quali ai danni di una tredicenne, sia stato ritenuto possibile escludere esigenze cautelari tali da giustificare la permanenza di una misura restrittiva;

l'eventuale manifestazione di pentimento successiva alla commissione di un reato non può, di per sé, rappresentare una garanzia rispetto al rischio di reiterazione di condotte violente, rischio che deve essere valutato con particolare rigore quando si tratta di reati contro la libertà sessuale e quando tra le persone offese vi sono minori;

episodi di questo genere rischiano inoltre di alimentare nelle vittime e nelle loro famiglie un sentimento di abbandono e di sfiducia nelle istituzioni, proprio mentre alle donne e alle ragazze vittime di violenza viene continuamente chiesto di denunciare e di affidarsi allo Stato;

la protezione delle vittime non può esaurirsi nella raccolta della denuncia, ma deve tradursi in una valutazione tempestiva ed effettiva del rischio e nell'adozione di tutte le misure previste dall'ordinamento per impedire la reiterazione delle condotte e garantire la sicurezza delle persone offese;

si chiede di sapere:

quali informazioni, per quanto di competenza e nel pieno rispetto dell'autonomia della magistratura, il Ministro interrogato disponga in relazione alla vicenda descritta in premessa;

se risulti confermato che l'uomo sia stato scarcerato dopo appena due notti e quali misure cautelari o prescrizioni siano state eventualmente applicate nei suoi confronti;

se, alla luce della particolare gravità dei fatti contestati, della loro ravvicinata successione temporale e della minore età di una delle persone offese, siano state adottate tutte le misure necessarie a garantire la protezione delle vittime e a prevenire qualsiasi rischio di reiterazione;

se il Ministro non ritenga opportuno, nell'ambito delle proprie attribuzioni e senza interferire con l'attività giurisdizionale, acquisire elementi conoscitivi sulla vicenda anche al fine di verificare l'eventuale sussistenza dei presupposti per l'esercizio dei poteri ispettivi di propria competenza;

quali iniziative, anche di carattere normativo e organizzativo, intenda assumere affinché, nei procedimenti relativi a violenze sessuali, in particolare quando coinvolgono persone minorenni, la valutazione del rischio di reiterazione e della pericolosità sia effettuata assicurando la massima tutela delle persone offese;

quali iniziative intenda infine adottare per rafforzare la formazione specialistica di tutti gli operatori della giustizia chiamati a intervenire nei procedimenti riguardanti violenza sessuale, violenza di genere e violenza sui minori, affinché siano prevenute forme di sottovalutazione del rischio e garantita una tutela effettiva e tempestiva delle vittime.

Come Associazione seguiamo con estrema attenzione gli sviluppi legati ai recenti e drammatici episodi di violenza sessua...
02/09/2026

Come Associazione seguiamo con estrema attenzione gli sviluppi legati ai recenti e drammatici episodi di violenza sessuale avvenuti a Torino.
Riportiamo per dovere di informazione l'interrogazione parlamentare presentata in questi giorni, dalla deputata Srefania Ascari( prima firmataria del Codice Rosso), che riporta in questi giorni, il tema della sicurezza delle donne e dell'applicazione delle misure cautelari al centro del dibattito istituzionale.
La nostra realtà è apartitica, ma riteniamo fondamentale che le istituzioni - a prescindere dal colore politico- si interroghino costantemente sull'efficacia degli strumenti di protezione e prevenzione della violenza di genere.
Garantire giustizia, protezione tempestiva e fiducia nelle istituzioni è una priorità assoluta che deve unire tutta la società civica.
Noi continuiamo a rimanere al fianco delle donne, ogni giorno.

È INACCETTABILE.
Due presunte violenze sessuali in appena quaranta minuti. Una delle vittime ha 13 anni. E dopo appena due notti l’indagato torna libero. Perché? Per la sua “resipiscenza”, cioè per il 'pentimento' manifestato dopo i fatti.
Se questa ricostruzione fosse confermata, saremmo davanti a un fatto di una gravità enorme e senza precedenti.
Continuiamo a dire alle donne e alle ragazze: denunciate, fidatevi dello Stato. Ma quale messaggio diamo alle vittime quando, davanti ad accuse di questa gravità, chi è accusato torna libero dopo due giorni?
La tutela delle vittime non può finire nel momento in cui varcano la porta di una caserma per denunciare. Lo Stato deve proteggerle anche dopo e deve valutare seriamente il rischio di reiterazione. E quando la vittima è una bambina di 13 anni, la soglia di attenzione deve essere massima.
Ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia per chiedere immediati chiarimenti su quanto accaduto, perché vicende come questa rischiano di produrre un danno devastante, distruggono la fiducia delle donne nelle istituzioni e disincentivano le vittime dal denunciare. Ed è gravissimo.
Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto ci sia ancora da fare nel 2026 nel contrasto alla violenza di genere. E in primis sulla formazione specialistica di chi è chiamato a valutare la violenza e il rischio per le vittime, perché la mancanza di formazione, la sottovalutazione del rischio e la mancata comprensione delle dinamiche della violenza provocano danni irreparabili.
Lo Stato ha il dovere di garantire una tutela effettiva alle vittime, soprattutto quando sono minorenni. Non lasciarle sole.

Bentrovate e bentrovati.Dopo la pausa estiva riprendiamo le nostre attività sul territorio.Noi siamo pronte a ripartire ...
31/08/2026

Bentrovate e bentrovati.
Dopo la pausa estiva riprendiamo le nostre attività sul territorio.
Noi siamo pronte a ripartire consapevoli che il lavoro da fare è ancora tanto.
Purtroppo il periodo storico e culturale che stiamo attraversando ci mostra ogni giorno quanto sia facile assistere ad arretramenti sui diritti conquistati e alla persistenza di violenza di genere.
La nostra risposta deve essere più forte e partecipata.
Non basta indignarsi serve la presenza di ciascuno di voi.
C'è bisogno di più voce, più presenza, più forza collettiva.
Noi siamo pronte e pronti a fare la nostra parte.
Voi siete con noi?

31/07/2026
UNA RIGA TRA TANTESu alcune confezioni dei prodotti Coop, mimetizzata in mezzo alle tabelle nutrizionali, si legge una f...
30/07/2026

UNA RIGA TRA TANTE
Su alcune confezioni dei prodotti Coop, mimetizzata in mezzo alle tabelle nutrizionali, si legge una frase che non c’entra niente con le calorie: “Se sei vittima di violenza chiama il 1522”.

Nessun colore diverso, nessuna freccia, nessun annuncio, ma solo poche righe di testo, che si confondono tra le altre.

Non deve attirare l’attenzione, anzi forse è meglio essere discreti, perché l'importante è esserci se qualcuno ha bisogno.

Un modo silenzioso e forse per questo più efficace, per fare qualcosa di utile, senza farci una campagna e senza darsene il merito.

Oggi ricordiamo una bambina di 14 anni, Geaziella Campagna, uccisa dalla mafia.La sua storia è terribile
19/07/2026

Oggi ricordiamo una bambina di 14 anni, Geaziella Campagna, uccisa dalla mafia.
La sua storia è terribile

RICORDIAMO GRAZIELLA CAMPAGNA, UCCISA A 17 ANNI DALLA MAFIA‼️

Il 3 luglio 1968 nasceva a Saponara, in Sicilia, Graziella Campagna barbaramente uccisa a 17 anni da Cosa Nostra: la sua colpa aver trovato una agendina.

Graziella era una ragazza semplice, amante della vita, aveva dovuto abbandonare presto gli studi e per aiutare la famiglia lavorava in una lavanderia a Villafranca Tirrena di Messina.
Un giorno in negozio si presentò un certo "ingegner Cannata" per lasciare un soprabito da lavare. Graziella lo prese e al suo interno trovò un documento con la stessa foto dell'uomo ma con un'identità diversa, quella reale: si trattava di Gerlando Alberti junior, nipote latitante del boss Gerlando Alberti. Una scoperta che le costerà la vita.

Il 12 dicembre 1985, dopo aver finito di lavorare, andò come di consueto ad aspettare l'autobus per Saponara ma a casa non arrivò mai. Fu trovata due giorni dopo, barbaramente uccisa con cinque colpi di lupara sparati in volto a due metri di distanza, in uno spiazzo dei Monti Peloritani.
Gerlando Alberti jr e il suo luogotenente, Giovanni Sutera (che si spacciava per geometra Lombardo), temendo di essere identificati l’avevano fatta rapire e ne avevano ordinato l’eliminazione.

Graziella Campagna ha dovuto attendere 24 anni per avere giustizia. Una condanna arrivata solo grazie alla tenacia del fratello Piero, carabiniere, che dovette lottare per anni contro insabbiamenti e depistaggi che volevano l’omicidio come passionale pur di coprire i veri colpevoli.
Alberti e Sutera saranno condannati solo nel 2008.

Graziella è stata uccisa però un’altra volta nel giugno 2022, afferma il fratello Piero. A Giovanni Sutera, condannato all’ergastolo e mai pentito, è stata concessa la semilibertà, dopo aver goduto anche di libertà condizionale. Un vero sfregio alla memoria di questa ragazzina e della sua famiglia.

Ricordiamo questa storia, ricordiamo cosa sono, cosa hanno fatto e cosa fanno le mafie. E le connivenze!

Tania Sperindio uccisa a 63 anni dall'ex marito.Non chiamatelo "raptus": l'ennesimo Femminicidio ha un nome e una respon...
16/07/2026

Tania Sperindio uccisa a 63 anni dall'ex marito.
Non chiamatelo "raptus": l'ennesimo Femminicidio ha un nome e una responsabilità collettiva.
Donne fuori dal silenzio - Ciampino

Ieri 13 luglio  nella Sala David Sassoli, la nostra Associazione, ha partecipato  al Convegno ReDirection. Fermare la vi...
14/07/2026

Ieri 13 luglio nella Sala David Sassoli, la nostra Associazione, ha partecipato al Convegno ReDirection. Fermare la violenza prima che accada, organizzato da CIPM Lazio in collaborazione con il Joi nt Research Center della Commissione Europea
L'evento ha segnato il lancio ufficiale in Italia di ReDirection, un programma internazionale innovativo per la prevenzione degli abusi sessuali sui minori, sia online che offline, sviluppato dall'organizzazione finlandese Protect Children.
Il programma nasce da un'indagine internazionale condotta nel dark web all'interno delle comunità che consumano materiale di abuso sessuale minorile( CSAM). Su oltre 54.000 autori anonimi interpellati ( tra cui 1000 di lingua italiana), è emerso un dato cruciale: circa il 40% degli utenti avrebbe voluto interrompere questi comportamenti, ma non sapeva come fare nè a chi chiedere aiuto.
ReDirection si inserisce esattamente in questo vuoto.
Si propone come uno strumento digitale anonimo, accessibile e scientifico, capace di intercettare le persone a rischio ( sia nell'ambito della pedofilia online che offline) prima che il comportamento problematico si consolidi o provochi nuove vittime.
Il programma offre percorsi di auto- aiuto, informazioni e orientamento per indirizzare precocemente gli utenti verso i servizi specialistici sul territorio( come la rete dei centri italiani per la promozione della promozione della Mediazione CIPM, intervenendo sulla radice del problema.

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